mercoledì 23 febbraio 2022

GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI IL 3 MARZO 2022 SI INIZIA CON LA POTATURA


La primavera segna, per il frutteto, il momento della potatura o meglio, a voler dare ascolto alla saggezza popolare, questa dovrebbe iniziare quindici giorni prima dell’equinozio di primavera che cadrà il 20 marzo prossimo.
Forse la stagione più bella dell’anno, quella che porta con sé la rinascita e la capacità di dar nuove forme, colori e profumi ad ogni cosa. La stagione in cui sboccia la speranza.
C'è comunque un pizzico di ansia è chiaro che la potatura degli alberi del Giardino della Memoria è un momento importante e delicato pensando ai frutti estivi. 
Abbiamo imparato in undici anni che quando si parla di potatura, inevitabilmente si segue un sentiero a metà tra botanica e tradizione ed è proprio questo che gli regala un fascino particolare. Ogni anno il rito si ripete e per dieci anni lo ha "celebrato" Enzo Sebastiani ora nostro socio onorario. Lo abbiamo sempre visto prima girare intorno all’albero con occhio attento, quasi ad ascoltare silenziosamente le necessità della pianta, diverse di anno in anno. Poi, con la determinazione di chi segue un disegno prestabilito, inizia la danza a suon di forbici e seghetto. Dalla sua concentrazione, capiamo quanto sia pensato ogni suo gesto. Dal suo silenzio leggiamo l’attesa della risposta dell’albero, la conferma di aver eseguito la cosa giusta. Solo così nel tempo abbiamo percepito come ciò che è teoria diventa mestiere. Quanto abbiamo letto tutti noi sulle potature e anche ad osservare il "maestro" rimanendo vicini agli alberi, sembra tutto molto semplice. I dubbi nascono quando qualche volta si impugnano le forbici e ci si domanda da dove si inizia. 

Quest'anno il 3 marzo prossimo ci ritroveremo al Giardino della Memoria per la potatura e ancora una volta per imparare: un giorno di neo-ruralità per i nostri soci, che sarà realizzato anche per ritrovarci in questi tempi cosi solitari per la pandemia.
Chi ci legge sa che noi vorremmo che il Giardino della Memoria, seppur storicamente recente, fosse come un luogo ancestrale di proiezione dell’uomo contadino nel territorio e nel paesaggio. 
Un luogo materiale crocevia dell’immateriale, di quello che potremmo definire “territorio culturale materiale” appartenente alla comunità locale e aquilana visto che è dedicato alle tante vittime del sisma del 2009.
Un luogo, materiale, dove confluisce la cultura agricola dell’Appennino ricca di biodiversità con tanto bello da vedere e tanto buono da gustare. Il Giardino vuole racchiudere un patrimonio culturale immateriale fatto anche di competenze come la potatura degli alberi e deve alimentare il quotidiano dei nostri pensieri motivandoci nel ridare forza, incisività, vitalità, contemporaneità a questo vissuto storico, materiale ed etico del territorio.

Incontriamoci per la potatura al Giardino della Memoria che sarà vissuto come esperienza materiale, praticabile, in maniera contemporanea, ciò è molto importante per noi e per quelli che domani arriveranno a prendere il nostro posto.
Il Giardino della Memoria è un progetto etico, fatto di materia, di pensieri, conoscenze, sapienze, amicizie, per esso ricercate e praticate.


martedì 15 febbraio 2022

TUTELA DEL'"L'AMBIENTE, LA BIODIVERSITA' E GLI ECOSISTEMI, ANCHE NELL'INTERESSE DELLE FUTURE GENERAZIONI" NELLA COSTITUZIONE

Inserire nella Carta la tutela dell'”ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”, vuol dire avere una visione più ampia nelle decisioni politiche. Superare la tradizionale tendenza della politica, della democrazia e dell’economia a essere schiacciate sulle esigenze del presente.
Per tantissimi anni i governi, Re o Imperatori e anche le democrazie hanno pensato soltanto agli effetti immediati delle decisioni. Forse per l’abitudine a interessarsi soltanto dei problemi vicini, nel tempo e nello spazio. Forse per la mancata abitudine a programmare, a prevedere per mancanza di visione.
La scorsa settimana il nostro Parlamento ha approvato la riforma che inserisce all’art. 9 della Costituzione la tutela del “l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.
E’ molto importante proprio l’ultimo inciso, che obbliga a concepire decisioni pensando al loro impatto sul futuro.
Sono una cinquantina d’anni che si è iniziato a parlare di diritti delle generazioni future, soprattutto a partire dalle campagne di tutela degli oceani di Jacques Cousteau.
Così si è fatta strada l’esigenza di tutelare l’ambiente e i cambi climatici, di considerare anche i diritti di coloro che verranno quando si incide su patrimonio culturale, ingegneria genetica e sviluppi bioetici, robotica, welfare e dinamiche economiche, perché anche il debito pubblico e le pensioni incidono sulle generazioni future.
In buona sostanza, si tratta di una visione più ampia nelle decisioni politiche. Si devono considerare anche la debolezza o vulnerabilità degli interessi delle generazioni future, superando la tradizionale tendenza della politica, della democrazia e dell’economia a essere schiacciate sulle esigenze del presente.
Lo avevano già riconosciuto in Costituzione la Germania, la Svezia, la Polonia, il Lussemburgo, Malta.
Da noi era intervenuta in maniera significativa la Corte Costituzionale, riconoscendo la tutela dei diritti delle generazioni future nella tutela dell’ambiente e dell’ecosistema: lo Stato può e deve porre limiti invalicabili “nell’apprestare cioè una «tutela piena ed adeguata», capace di assicurare la conservazione dell’ambiente per la presente e per le future generazioni” (sent. n. 288 del 2012).
E, ancora, nella sostenibilità dei bilanci: “L’equità intergenerazionale comporta, altresì, la necessità di non gravare in modo sproporzionato sulle opportunità di crescita delle generazioni future, garantendo loro risorse sufficienti per un equilibrato sviluppo” (sent. n. 18 del 2019). Ma ora il riconoscimento in Costituzione rende stabile e solido il principio: tener conto delle future generazioni costringe a ripensare i meccanismi della democrazia politica e delle maggioranze legislative. Un riconoscimento importantissimo per guardare lontano.
Saranno all'altezza i nostri governanti?

NoiXLucoli OdV custodisce da undici anni la biodiversità locale nel Giardino della Memoria di Lucoli già presentato come esperienza regionale in uno dei quaderni ISPRA sinora pubblicati. 
Le storiche varietà locali rappresentano anche un presidio e un punto di riferimento per le politiche di tutela della biodiversità nell'interesse delle future generazioni. Siamo orgogliosi dei nostri sforzi.