giovedì 4 novembre 2021

IL 16 E 17 OTTOBRE DURANTE LE GIORNATE FAI E' STATO VISITATO IL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI

Quest'anno le Giornate FAI hanno interessato anche Lucoli: L'Abbazia di San Giovanni Battista ed il Giardino della Memoria e la Chiesa di San Menna.
Gli itinerari FAI hanno riguardato in generale borghi, percorsi naturalistici e visite a luoghi “verdi” quali ad esempio il Giardino della Memoria, poco conosciuto agli stessi abitanti delle città vicine e ciò nel solco del crescente impegno della Fondazione per la diffusione di una più ampia “cultura della natura”.
La Dottoressa Elena Sico Direttore del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo in visita al Giardino della Memoria

I visitatori sono stati accolti dal profumo dei fiori e delle erbe aromatiche, hanno percepito l’energia e l’intelligenza delle piante, la forza e l’ossigeno degli alberi, i colori accesi delle mele rosse (che hanno voluto in tanti degustare essendo totalmente biologiche).
I nostri soci hanno illustrato l'"antiquariato vegetale", del territorio Aquilano, che viene allevato nel Giardino. I visitatori hanno percepito la nostra passione per la ricerca, per l' archeologia arborea, mai separata da un approccio biologico.
I visitatori ammirano gli alberi ed i frutti antichi

Senza neanche saperlo, molti dei visitatori non avevano mai visto un albero di pere o mele cotogne, oppure di corbezzoli. Ancora oggi queste piante antiche rappresentano un patrimonio inestimabile per la biodiversità che è tutelata nel Giardino della Memoria di Lucoli e che vale la pena di ricominciare ad apprezzare, piuttosto che ricercare frutti esotici provenienti da paesi lontani, estranei alla nostra tradizione, magari pagandoli a caro prezzo.
Abbiamo spiegato ai numerosi visitatori che esistono molti frutti che sono scomparsi, o che vanno scomparendo dal mercato, e che per molti di noi sono sconosciuti perché sono diventati una rarità. Sono dei frutti solitamente “bruttini”, esteticamente non molto attraenti, magari con un gusto un po’ particolare: sono quelli che vengono chiamati “frutti antichi” (nel senso che in passato venivano maggiormente utilizzati).
I frutti antichi non sono altro che quei frutti che, soprattutto dal dopoguerra in poi, sono andati via via scomparendo dal mercato. Non per nostra scelta, ma come conseguenza dell’avvento della frutticultura industriale: un processo necessario e spesso inevitabile ma che, comunque, noi dobbiamo necessariamente subire.
Quando si parla di frutti antichi, ci si riferisce più precisamente a quelle specie vegetali già esistenti sul nostro territorio Aquilano oggi trascurate dalla nostra agricoltura, e scomparse dalle nostre tavole. Questo inesorabile processo di abbandono di coltivazioni agricole tradizionali, oltre che dalla produzione industriale di massa, è stato favorito anche dalle importazioni.

Una breve storia del Giardino della Memoria ed il suo significato morale e scientifico

Una delle cultivar più ammirate: la mela a candela

La cultivar del Pero cotogno

I visitatori accompagnati dal Prof. Giuseppe D'Annunzio
Il Giardino della Memoria di Lucoli sito di conservazione della Biodiversità Vegetale

Ringraziamo tutti i visitatori che hanno partecipato a questa iniziativa del FAI insieme abbiamo provato a chiudere gli occhi e per un attimo, ci siamo sforzati di tornare bambini, abbiamo provato a ricordare l’emozione che si prova nel trovare, dopo aver tanto cercato, un tesoro nascosto. Le mani che aprono, guidate dalla curiosità, uno scrigno e dentro la meraviglia: non denaro, né gioielli ma tanti piccoli frutti, soprattutto le mele, dai colori, dalle forme, dai sapori sconosciuti eppure misteriosamente familiari. Insieme abbiamo riscoperto e degustato i frutti antichi, preziosi perché raccontano del nostro passato, raccontano di noi e dell’identità della nostra terra. Molte persone si sono commosse: il Giardino della Memoria ha emanato anche in questa occasione sensazioni profonde.
Ringraziamo la Professoressa Vincenza Turco, Capo delegazione del FAI l'Aquila, per la vicinanza dimostrata a questo progetto.


Nessun commento:

Posta un commento