venerdì 3 agosto 2018

Feste e sagre a rischio per norme su sicurezza: «Programmare in anticipo e no improvvisazione»

La circolare Gabrielli ha previsto nuove regole sulla sicurezza per la realizzazione delle tradizionali feste e sagre estive, conseguentemente ci saranno maggiori spese da affrontare. Gli adempimenti rendono più complessa l'organizzazione e molti eventi rischiano di saltare. 

Parliamo del regolamento emanato dal capo della polizia Franco Gabrielli in seguito ai drammatici fatti di piazza San Carlo a Torino, dove una donna perse la vita e 1527 persone rimasero ferite a causa di un momento di panico generale durante la proiezione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Un regolamento che imponeva a chi organizza qualunque evento aperto al pubblico una serie di obblighi pratici e burocratici che hanno fatto decollare i costi necessari per garantire gli standard di sicurezza richiesti da prefetture e autorità cittadine. La circolare infatti attribuiva l’ultima parola riguardo l’approvazione delle iniziative a un comitato di sicurezza (di cui fanno parte prefetto, sindaco, questore, i dirigenti di carabinieri, guardia di finanza e vigili del fuoco), che avrebbe dovuto esaminare e valutare i piani di sicurezza presentati dagli organizzatori degli eventi.
Il 18 luglio u.s.  sono state prodotte alcune modifiche, emanate dal capo di gabinetto del ministero dell’Interno, Matteo Piantedosi e di fatto viene ‘restituita’ ai Comuni la possibilità di approvare autonomamente i piani di sicurezza degli eventi meno critici dal punto di vista della pubblica sicurezza. Rimangono quindi inalterati i vincoli per le grandi manifestazioni, i festival, i luna park o le grandi manifestazioni sportive, ma per appuntamenti come sagre, concerti, eventi di quartiere o fiere cittadine saranno ora i Comuni autonomamente a valutare ed eventualmente dare il proprio via libera agli organizzatori.
La Circolare Gabrielli riguardava eventi gastronomici, ma anche funzioni religiose e feste patronali, che rappresentano l’identità culturale del territorio, a causa del cambio di passo organizzativo e delle conseguenti spese da affrontare rischiano di saltare. Dal punto di vista della sicurezza, la nuova circolare Gabrielli richiamava norme già esistenti ma applicate in maniera più ferrea che, se non attuate con equilibrio, potrebbero comportare un insieme di difficoltà. Nel 2017, anno in cui il decreto è entrato in vigore, è andato tutto bene e senza contrazione degli eventi anche perché le manifestazioni enogastronomiche regionali in calendario erano già in stato avanzato di programmazione.
I quattro nodi dei nuovi adempimenti:
  • Il primo è la valutazione della capienza massima sostenibile delle piazze dove si svolge l’evento per evitare sovraffollamenti che possano compromettere le condizioni di sicurezza. La difficoltà è che i numeri sono difficilmente prevedibili; 
  • il secondo l’istituzione dei cosiddetti varchi, percorsi separati di accesso all’area e di deflusso del pubblico; 
  • il terzo la valutazione di provvedimenti finalizzati al divieto di somministrazione di vendita di alcolici ed altre bevande in bottiglie di vetro e lattine, che possano costituire un pericolo per la pubblica incolumità;
  • il quarto la predisposizione dei servizi di vigilanza che hanno costi elevati.
Le regole di sicurezza obbligano l'associazionismo del territorio a programmare in anticipo, partendo dal fatto che il rischio zero non esiste, bisogna programmare gli eventi con sufficiente anticipo, individuare aree idonee, standardizzare le misure di prevenzione non accettare soggetti organizzatori spontanei ed improvvisati ed ovviamente imporre adeguate coperture assicurative.
Mercatino Artigianale di Mezz'agosto a Vado Lucoli e Lucoli Alto
una manifestazione svolta per undici anni anch'essa "minacciata"
L'argomento è comunque dibattuto. Riportiamo un intervento di Pierluigi Palmieri (Coordinamenti regionali diritti civili) pubblicato su il Centro.

"Non fa piacere ad alcuno che il volontariato ed i suoi eventi siano in difficoltà, ma agli occhi di chi, come noi, guarda con attenzione al rispetto delle regole, non appare molto sensato puntare il dito contro le indicazioni sulla sicurezza fornite dal Capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, con la circolare emanata, non vanno dimenticati i tragici eventi di Piazza San Carlo a Torino. Occorre sviluppare una nuova mentalità ed adeguarsi. Oggi la stessa Associazione delle Pro Loco, per bocca del Presidente Provinciale Di Santi (l'Aquila), sembra entusiasmarsi per l’emanazione della Circolare del Viminale n°11001 del 18 luglio scorso, che di fatto affida ai Sindaci la “responsabilità” di valutare la complessità e la delicatezza del profilo di security e di safety per poi coinvolgere o meno la Prefettura. E' una bella responsabilità per i sindaci che dovrebbero dotarsi di strumenti tali da potersi sostituire agli organi deputati alla sicurezza e all’ordine pubblico nella fase iniziale della valutazione dei citati profili di sicurezza. La Circolare del 18 luglio appare come un contentino, perché “sburocratizzando” apparentemente le procedure, ma tenendo fermi i paletti normativi, paradossalmente mette a “rischio la sicurezza” . Non vale, infatti, portare avanti il discorso della “dimensione” dell’evento e del relativo numero dei partecipanti, dato che l’obiettivo principale di simili iniziative è quello di attrarre il maggior numero “possibile” di partecipanti. Proprio nell’interesse dei partecipanti si devono offrire, in qualsiasi circostanza, le garanzie previste in termini di safety e security, indicate da Gabrielli. 

Un deciso “SI” quindi alla valutazione della capienza delle aree, al servizio antincendio e alle aree di primo soccorso, alla separazione delle vie di accesso e di deflusso del pubblico, ai corridoi centrali e perimetrali Si, anche all’impiego di un congruo numero di operatori, adeguatamente formati, per l’osservazione, l’assistenza ed l’instradamento del pubblico. Indispensabile la regolazione dei flussi, anche in caso di evacuazione attraverso le vie di fuga.
Altrettanto dicasi per il divieto dei contenitori in vetro per le bevande ma anche per tutto quanto previsto per la security, in particolare la previsione di “attenti servizi di vigilanza anche ad ampio raggio”. E’ vero che le pressioni delle varie associazioni che organizzano gli eventi, per la soddisfazione delle Pro Loco, hanno portato alla eliminazioni dei “contapersone” e delle barriere di cemento (scomode da sistemare, ma molto utili per evitare che qualche “ubriaco” da alccol o da ..”ideologia” possa investire la folla), ma anche che la le disposizioni di questi giorni prevedono “separazioni di tipo mobile resistenti alla pressione di 300 Newton per metro lineare”.
Non è concepibile pensare di applicare la filosofia del “che Dio ce la mandi buona”.
Se tutto quanto sopra comporta sforzi organizzativi importanti e costi aggiuntivi, allora si affronti la problematica in apposite riunioni programmatiche, chiamando a confronto con Prefettura, forze dell’ordine, Protezione civile e vigili del fuoco , i sindaci e gli amministratori interessati e i tecnici e i gruppi di volontariato. Si mettano insieme risorse economiche e risorse umane per la formazione e soprattutto si proceda ad una calendarizzazione intelligente. Il gusto delle sagre e la gioia che anima le feste di paese non si devono tradurre in una “roulette russa”. E per questo ben venga anche il 30 per cento in meno di sagre e feste di paese".
Pierluigi Palmieri. Presidente "Credici" – Cordinamenti Regionali Diritti Civili.

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