mercoledì 18 ottobre 2017

Il volontariato ha molto a che fare con la fraternità e meno con la solidarietà: perché è un rapporto, un abbraccio, un incontro e non semplicemente una donazione

Anche quest'anno abbiamo lavorato insieme al Giardino della Memoria: tante persone che per un giorno hanno fatto lavoro volontario.
Il giardino della Memoria di Lucoli (foto R. Soldati)

Bellissima giornata che ci ha riportati a vivere  sentimenti semplici, che stanno alla base della nostra civiltà e del vivere civile.
Abbiamo esercitato una VIRTU' (che parola questa.... che non si usa più)  che non sembra una virtù, ma un’altra dimensione della vita, ed è il tema della bellezza. Che cosa vogliamo dire? 
Tutti quanti abbiamo messo in essere anche una dimensione estetica, abbiamo attribuito un valore intrinseco alle cose: alla staccionata da riparare, alle panchine da costruire con i sassi delle macerie (le case crollate ridotte in sassi dividono... le panchine riuniscono gli uomini, li rimettono vicini), alle piante da accudire, ai bulbi da piantare per la primavera.
Pietre di case crollate e una nuova panchina (ideata dai ragazzi di Viviamo l'Aquila)
Un volontario che capisce la dignità delle cose, è attento alla bellezza. 
Recinzione danneggiata dai cinghiali da riparare

La bellezza è oggi una virtù sociale: si vive male in città brutte, si muore malissimo e prima in ospedali brutti. Il tema della bellezza non è una faccenda privata, consumistica o romantica, perché scuole brutte, ospedali brutti, città brutte, rendono la vita brutta e poco civile. Non si può essere specialisti del buono e non anche del bello e del vero, perché altrimenti non funziona nessuno dei tre. Al Giardino della Memoria, sabato scorso, ci siamo occupati soprattutto della bellezza. 
Poi ovviamente dobbiamo anche descrivere il nostro senso della fraternità. 
Quando gli illuministi nel Settecento hanno iniziato ad enunciare i principi di libertà, uguaglianza e fraternità, perché fu introdotta la fraternità? Perché per costruire il mondo nuovo non bastano le persone uguali e libere, serve qualcos’altro che le tenga assieme che è la fraternità. 
Una comunità che non trova un legame sociale anche se è fatto di persone libere ed eguali non è popolo, è una sommatoria di individui, quindi non ha passioni e non ha futuro. Ecco perché oggi, all’Italia, mancando la fraternità manca tutto. 
Senza fame di vita non c’è futuro, la fraternità è una categoria della speranza. Se non c’è un legame con le persone non si spera: tu puoi essere libero e uguale, ma se non ti senti parte di una comunità ti intristisci. 
Senza fraternità non c’è felicità. Ci può essere il piacere individuale, ma non c’è questa gioia di vivere che è sempre legata alle comunità, a sentirsi parte di un corpo. E noi di "fratelli" ne abbiamo trovati di nuovi: gli alpini del Gruppo Salvatore Tosoni di Coppito che ci sono venuti ad aiutare.

E dobbiamo anche scrivere del lavoro gratuito realizzato su un'area che non ci appartiene e che valorizziamo con lavoro ed investimenti.
Anche la gratuità porta dentro ambivalenze, fragilità e spesso non piace, perché suona come qualcosa di falso o di impossibile (soprattutto a Lucoli, lo sappiamo.....nessuno crede alla gratuità delle cose perché.... sotto sotto ci sarà pur un guadagno se si fanno).  
La gratuità non va confusa con il dono, e il dono non va confuso con il regalo. È una dimensione dell’esistenza, non è una donazione a prezzo zero di cose o di tempo. Il volontario non vive la gratuità in quando non è pagato, ma la vive in quanto è espressione di relazione autentica con l’altro. Poi il fatto che non sia pagato non è sostanziale: io posso vivere la gratuità in modo totalmente compatibile con il pagamento. Cioè la gratuità è doverosa e come si vive? Dando la vita nelle proprie ore di lavoro che siano donate come esistenza.  O è gratuità o la vita si spegne. È la dimensione dell’esistere, dell’eccellenza che va oltre il dovuto. Nel volontariato la gratuità non deve coincidere col prezzo zero, ma, come direbbero i francescani, con il prezzo infinito. E quindi il grazie, la riconoscenza dell’altro non è una controprestazione in denaro, ma è un valore molto più grande. Il volontariato è gratuità in quanto è espressione di tutta la vita, di tutto il lavoro. 
Chi fa volontariato lavora gratis? 
No, se si da la vita, ha un valore immenso quello che si fa.  Il volontariato è molto di più del prezzo zero, altrimenti rischiamo di ridurne il valore. 
Occorrono altri linguaggi, più sofisticati del denaro per spiegare queste cose. 
Noi siamo contenti di ritrovarci a parlare di queste cose con uomini e donne con le stesse motivazioni.
Il mordente da dare alla staccionata ed ai pali della recinzione
Foto di gruppo per chi ha voluto farsi ritrarre
Ringraziamo tutti gli intervenuti è stato fatto un buon lavoro, purtroppo non terminato, sarà un'occasione per stare di nuovo insieme.

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