mercoledì 7 aprile 2021

6 APRILE 2021 IL DODICESIMO ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO AL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI

l'Associazione NoiXLucoli Onlus ha commemorato insieme al Sindaco di Lucoli Chiappini, all'Abate Don Passarello, e alle Forze dell'Ordine, il dodicesimo anniversario del terremoto del 2009.

La commemorazione al Giardino della Memoria del Sisma di Lucoli: monumento verde voluto fortemente dai nostri soci per riparare il "vaso rotto" del terremoto per trasformare le ferite in opportunità di bellezza, poesia, spiritualità, cultura ed oggi in campo di studio delle antiche piante frutticole dell'Appennino Aquilano.
Quando lo pensammo ci immaginavamo una solidarietà che sfidasse il tempo e che tenesse legati al territorio, volevamo che rimanesse per i nostri figli.


Il Giardino della Memoria vegeta da dieci anni.
Siamo stati aiutati da tante persone che hanno creduto in noi, ne citiamo alcune: Roberto Quagliato il maestro maiolicaro veneto che ci fa pagare solo le spese delle sue bellissime opere, Claudio Di Biase lo scalpellino di Lettomanoppello, il ferraio Aliucci di Sassa, Enzo Sebastiani di Sant'Elia il vivaista che cura le nostre piante, Don Cushman lo scrittore di San Francisco che scrive novelle sul Giardino, lo scultore Giuseppe Palombo, lo scultore Valter Di Carlo. L'Associazione Keren Kayemeth LeIsrael Italia che ci ha insegnato l'importanza di piantare gli alberi per i "giusti", il Corpo Forestale dello Stato che ci donò delle piante. Tanti amici americani, francesi ed italiani. E non per ultimo di importanza chi ci ospita: l'Abbazia di San Giovanni Battista. 
Ringraziamo anche tutte le persone sconosciute che lasciano delle piante che noi mettiamo a dimora per rendere più bello il luogo.

Il Giardino della memoria è stato voluto, amato e salvato da persone che vanno e vengono, che hanno portano intimità e distanza, passione e ideali, che hanno faticato per mantenere vive le piante, si pensi all'estate per la loro irrorazione (il luogo è senz'acqua), dandosi dei turni, facendo le staffette, togliendo tempo ai loro spazi privati, con grande senso di responsabilità verso la memoria e la vita.

In un tempo in cui le persone si allontanano e si chiudono nei loro ambiti ristretti noi vogliamo sentire tutti vicini come in un grande abbraccio all'indomani di una commemorazione che ha parlato anche di "Noi" in questo luogo splendido che cresce in bellezza e significato ogni giorno.

Il Giardino della Memoria ci ha dato tanto, ci siamo abituati a cogliere i cambiamenti e le sfumature in maniera ecologica, abbiamo guardato il cielo tante volte, gli alberi di cui conosciamo le storie, tutti gesti che fanno bene e non inquinano. Ci ha dato tanto come gruppo di irriducibili che hanno imparato a volersi bene nonostante le nostre "biodiversità" umane.

Siamo contenti che il Giardino della Memoria inizi ad essere percepito come un bene comune dalla Comunità di Lucoli, è come sempre aperto a tutti i visitatori che vogliano conoscere le piante etichettate per specie.

6 Aprile 2021 ore 3:32 le fiammelle accese


sabato 3 aprile 2021

THE GIARDINO DELLA MEMORIA BY DON CUSHMAN

 


Memories are private, insular. When memories are collected in a place they are honored, they become sacred. The Giardino Della Memoria is such a place. The hillside rolls away from the road and is now covered with fruit trees and flowers. To walk down among the trees is to meditate not on the static, but on what grows and flowers and fruits. The trees commemorate not only those who lost their lives, but those who love them and those who responded to the tragedy, the emts and fire brigades who came to L’Aquila immediately after the quake. 

JoAnn and I are proud to have a tree among the memories. It gives us a special kind of peace and roots us to the land of the Abruzzo. We were in Rome on April 6, 2009 and were awakened by the quake and knew, from livingin California that it was serious. It was still a shock when I walked the streets of L’Aquila and saw the devastation. I saw the tragedy, I understood how the memories were buried in the rubble. But tragedies fade with time and memories are put in place with other experience and fade over time.

So it is the genius of NoixLucoli to carve out this space, to have the names permanently enshrined on painted tiles so that what was lost can be recollected in peace.


Don Cushman

April, 2021

I ricordi sono privati ed isolano. Quando i ricordi vengono raccolti in un luogo in cui sono onorati, diventano sacri. Il Giardino Della Memoria è un posto del genere. Il fianco della collina che degrada verso la strada ora è coperto di alberi da frutto e di fiori. Camminare tra gli alberi significa meditare non su una vita statica, ma su ciò che cresce, fiori e frutti. Gli alberi commemorano non solo coloro che hanno perso la vita, ma anche coloro che li amano e coloro che hanno risposto alla tragedia, i servizi di soccorso medico ed i vigili del fuoco giunti a L'Aquila subito dopo il terremoto.
 
Io e JoAnn siamo orgogliosi di avere un albero nel memoriale. Ci dà un tipo speciale di pace e ci radica nella terra d'Abruzzo. Eravamo a Roma il 6 aprile 2009, siamo stati svegliati dal terremoto e abbiamo capito, vivendo in California, che era un evento grave. È stato uno shock quando ho camminato per le strade di L'Aquila e ho visto la devastazione. Ho visto la tragedia, ho capito come i ricordi siano stati sepolti tra le macerie. Ma le tragedie ed i ricordi vengono offuscati da altre esperienze e svaniscono nel tempo.
 
Quindi è stato il genio di NoixLucoli a ritagliarsi questo spazio, incastonando i nomi in modo permanente su piastrelle dipinte a mano in modo che ciò che è andato perduto possa essere ricordato in pace.

 


Grazie Don! 
Ti aspettiamo al Giardino della Memoria questo ottobre. 

venerdì 19 marzo 2021

NOIXLUCOLI HA RICEVUTO UN IMPORTANTE TESTIMONIANZA DI STIMA DAL PRESIDENTE DOTT. MARCO MARSILIO

 

Il 29 Maggio p.v. il Giardino della Memoria del sisma di Lucoli compirà dieci anni e la nostra Associazione ha ricevuto una lettera di sostegno e stima da parte del Presidente della Regione Dott. Marsilio per il lavoro svolto dai nostri soci.

Lo ringraziamo e ne siamo orgogliosi.


mercoledì 17 marzo 2021

PER LA RICORRENZA DEL DODICESIMO ANNIVERSARIO DEL SISMA DEL 2009 FESTEGGEREMO CON IL RICONOSCIMENTO DEL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI COME SITO DI CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITA' DI INTERESSE AGRICOLO ED ALIMENTARE


La Legge 1° dicembre 2015, n° 194 sulle "disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare" ha stabilito i principi per l'istituzione di un sistema nazionale di tutela e di valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, finalizzato alla tutela delle risorse genetiche locali, di interesse alimentare ed agrario, dal rischio di estinzione e di erosione genetica.

Il sistema nazionale di tutela e di valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare é costituito:

a) dall'Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare;

b) dalla Rete nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare;

c) dal Portale nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare;

d) dal Comitato permanente per la biodiversità di interesse agricolo.

Per le finalità di questa Legge, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali gestisce direttamente gli strumenti suddetti con la collaborazione delle Regioni a cui è demandato il ruolo primario sulla conservazione e valorizzazione della biodiversità agraria.

La Regione Abruzzo, in applicazione della propria DGR 1050/2018, attraverso il Dipartimento Agricoltura, ha istituito nel 2020 la prima anagrafe regionale della biodiversità animale e vegetale di interesse agricolo e agroalimentare, con l'iscrizione dei primi 15 prodotti. Le richieste d'iscrizione,  corredate della documentazione di informazioni e dati, sono presentate da coloro che ne hanno la disponibilità e l'interesse.

NoiXLucoli Onlus ha presentato i dossier relativi a tre varietà di melo locali in via di estinzione che sono coltivate e perciò conservate nel Giardino della Memoria di Lucoli. La Regione Abruzzo, dopo l'iscrizione nell'anagrafe regionale della biodiversità ha chiesto al Ministero di iscriverle, come abruzzesi, all'anagrafe nazionale (il relativo Decreto Ministeriale è riportato di seguito). 

La Legge n° 194 definisce anche le figure degli "Agricoltori Custodi" cioè coloro che si impegnano nella conservazione, nell'ambito dell'azienda agricola ovvero in situ, delle risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario locali soggette a rischio di estinzione o di erosione genetica.

La Regione Abruzzo ha in corso di istituzione anche il registro degli Agricoltori e Allevatori Custodi.

NoiXLucoli Onlus non è un'azienda agricola ma è impegnata nella coltivazione e conservazione in situ di molte specie frutticole dell'Appennino centrale soggette ad erosione, recuperate con cura da terreni agricoli dismessi. Perciò la nostra associazione si è proposta, per tre meli: m. limoncella, m. ruggine e m. zitella anche come soggetto “Agricoltore Custode” e a breve otterrà il riconoscimento. Inoltre, ha già presentato domanda di iscrizione all'anagrafe regionale per altre varietà di melo e di pero.

Sia l'Anagrafe regionale che quella nazionale della biodiversità agraria rappresentano la enorme ricchezza italiana di biodiversità e il concreto volano di sviluppo di piccole risorse tipiche locali. Esse, “normate e legalizzate”, in maniera da poterne dimostrare la “tracciabilità” dei prodotti alimentari, saranno la base dello sviluppo futuro soprattutto dei territori interni e potranno fornire nuovi redditi alle persone.

Per la nostra Associazione si è trattato di un risultato che vede la naturale evoluzione scientifica di un progetto nato con un intento morale e simbolico di custodia della memoria delle 309 vittime del terremoto del 2009. Volevamo che il nostro dono durasse nel tempo e che non perdesse nessuno dei suoi valori; un'idea, quella del memoriale alberato, ripresa da molti in seguito.

Il Giardino della Memoria è stato inaugurato il 29 maggio del 2011 e quest'anno festeggerà i suoi dieci anni di vita, il suo riconoscimento come sito di conservazione regionale e nazionale della biodiversità corona gli sforzi dei nostri soci ed alimenta ed accresce il valore del riconoscimento simbolico della custodia della memoria delle persone a cui è stato dedicato.

Quest'anno il Comune dell'Aquila probabilmente inaugurerà il Parco della Memoria. Un memoriale delle vittime del sisma, in Piazzale Paoli, che verrà presentato alla Città con una cerimonia nel dodicesimo anniversario del terremoto del 6 aprile 2009.

A Lucoli un frutteto di specie antiche, dedicato alla memoria delle vittime del terremoto del 2009, esiste già da dieci anni, impiantato e mantenuto in perfetto stato di vegetazione e cura, con sforzi enormi e senza finanziamenti pubblici, ne siamo orgogliosi e come sempre ringraziamo chi ha creduto in noi, tra questi il Keren Kayemeth LeIsrael di Gerusalemme, nostro partner internazionale nell'ideazione del progetto, tutti coloro che hanno "adottato" gli alberi del Giardino consentendoci di autofinanziarci e naturalmente chi ci ospita: l'Abbazia di San Giovanni Battista di Lucoli. Ringraziamo anche la Regione Abruzzo per l'attenta attività di indirizzo che ci ha fornito per realizzare tutto il lavoro tecnico di istruttoria.

 Alleghiamo il Decreto del n° 069389 del 12 febbraio 2021 del Mipaaf.



Le personalità intervenute il giorno dell'inaugurazione






mercoledì 3 marzo 2021

INIZIA L'ATTIVITA' DI NOIXLUCOLI PER I SOCI

Abbiamo iniziato l'attività del 2021 come sempre pensando ai nostri orti estivi.
Quest'anno collaboriamo con "Tutto-semi" associazione che nasce ufficialmente per la distribuzione online nel 2012. Oggi serve oltre 18.000 clienti, fornisce, in seguito ad anni di ricerche personali, qualcosa di antico ed ormai perduto. E' una risorsa per chi cerca i sapori di una volta, che non si trovano più.


Tutto-semi distribuisce quasi 2000 varietà di verdure, fiori, varietà rare ed erbe - offrendo probabilmente la più grande selezione di varietà antiche disponibile, non solo in Europa, presenta una delle più vaste selezioni di sementi del 21° secolo, tra cui molte varietà asiatiche e rarissime ed è diventato uno strumento per promuovere e preservare il patrimonio agricolo e culinario.
Non propongono OGM (semi geneticamente modificati) ma un catalogo online di semi veri per veri orticoltori che vogliono coltivare le proprie verdure, sane e saporite. La nostra Associazione continua a perseguire l'obiettivo di voler educare i soci a crescere i propri ortaggi in modo naturale e biologico (sistema migliore e più sicuro) cosi come rimane un Suo obiettivo combattere le alterazioni geniche (OGM) e le aziende che le sostengono.
I nostri soci da diversi anni non coltivano nei loro orti i prodotti insapori ed uniformi che si trovano nelle bustine dei garden center o nei supermercati. Distribuiamo piantine di varietà antiche, della storia e della cultura tradizionale e cerchiamo di diffondere l'amore per la biodiversità, patrimonio (diritto/dovere) di tutti.
Nell'edizione orto biodiverso 2021 avremo, tra gli altri, il pomodoro abruzzese a pera, il Belmonte calabro, il Costoluto genovese  e come prova, anche il pomodoro "Big Zac". Minnie Zaccaria del New Jersey, lo ha selezionato ed è il pomodoro vincitore del campionato dei pomodori giganti per ben 7 volte. Un seme abbastanza raro in Italia che proveremo a coltivare non senza attenzioni: ogni pomodoro raggiunge il kg e mezzo e necessiterà di supporti specifici.


Ci divertiremo in questa attività ed a fine estate il pomodoro più grande sarà premiato.
Per ora i semi sono giunti in vivaio dove cresceranno e le piantine, circa 400, saranno distribuite ai nostri soci entro maggio.

mercoledì 2 dicembre 2020

Quest'anno il Presepe che sarà esposto in Piazza San Pietro a Roma arriverà dal Paese di Castelli. Il Presepe monumentale è un simbolo dell'Abruzzo.



La nostra Associazione ha realizzato molti progetti con l'Istituto "F. A. Grue" di Castelli ove il presepe monumentale è stato realizzato ed è tutt'ora custodito, siamo molto affezionati al corpo docente. NoiXLucoli Onlus ha donato per tre anni consecutivi una borsa di studio agli studenti per organizzare corsi estivi.

Una riproduzione, più piccola di alcune figure del presepe, fu portata dai nostri soci, nel 2014, al mercatino di Mezz'agosto organizzato dall'Associazione Amici di San Michele a Vado Lucoli. Fu un grande impegno: imballare le statue, trasportarle e sorvegliarle affinchè non si danneggiassero, ma volevamo esporre, seppur in un contesto molto semplice, queste opere orgoglio di tanti studenti "del sud", che resistono, studiando in un Liceo artistico di montagna, sperando di costruirsi delle professionalità nel settore dell'artigianato, tanto precario e spesso non apprezzato.

Il Presepe con statue di grandezza maggiore del naturale, è un simbolo culturale per l’intero Abruzzo, ma anche un oggetto di arte contemporanea che affonda le sue radici nella tradizionale lavorazione della ceramica castellana. L'opera è stata realizzata dagli alunni e dai docenti dell’Istituto d’arte “F.A. Grue”, attuale liceo artistico statale per il design, che, nel decennio 1965-1975, dedicò l'attività didattica al tema natalizio. In Piazza San Pietro verranno esposti solo alcuni pezzi della fragile collezione composta da 54 statue. Verranno collocate lateralmente a una pedana luminosa di circa 125 metri quadrati che circonda in leggera pendenza parte dell’obelisco. Le sculture rappresentano i Magi; al centro, sul punto più alto della pedana, è collocato il gruppo della Natività con l’Angelo, posto sopra la Sacra Famiglia a simboleggiare la sua protezione sul Salvatore, Maria e Giuseppe.

Una breve storia dell'opera monumentale: il primo gruppo di statue, costituito dalla Sacra Famiglia, venne realizzato insieme con lo zampognaro, la pastorella con brocca, il suonatore con flauto di Pan, la bimba con bambola. Ispiratori del progetto furono Serafino Mattucci, allora direttore e animatore dell'Istituto, i professori Gianfranco Trucchia e Roberto Bentini. Con grande entusiasmo parteciparono all'iniziativa gli alunni e tutto il personale tecnico del liceo. Nel Presepe abruzzese si trovano forti richiami alla storia dell’arte antica, dall’arte greca a quella sumerica, passando per la scultura egizia. Inoltre, negli oggetti che arricchiscono il presepe e nella pentacromia castellana con cui sono state decorate le opere, si ritrova la memoria dell’arte della ceramica locale. Le statue sono state realizzate con moduli ad anelli che, sovrapposti, formano busti cilindrici. In alcune figure, soprattutto nell’uso del colore, si ritrova la sperimentazione e il rinnovamento dell’arte ceramica sviluppati in quegli anni nel liceo Grue. La prima esposizione pubblica del Presepe avvenne a Castelli, sul sagrato della chiesa madre nel dicembre 1965 poi, nel Natale 1970, fu la volta dei mercati di Traiano a Roma e, qualche anno dopo, di Gerusalemme, Betlemme e Tel Aviv.
La statua di Maria del presepe, riprodotto su scala ridotta, esposta nel 2014 a Vado Lucoli

Altre figure del presepe esposto a Vado Lucoli


Museo della Ceramica di Castelli le figure monumentali dei Re Magi

Museo della ceramica di Castelli figura di soldato del presepe monumentale


Vi alleghiamo una interessante testimonianza sull'opera monumentale, orgogliosi di averla fatta conoscere al territorio di Lucoli.

martedì 6 ottobre 2020

LA REGIONE ABRUZZO RICONOSCE IL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI COME CUSTODE DI ALCUNE VARIETA' DI ALBERI DA FRUTTO A RISCHIO DI ESTINZIONE

L'idea del GIARDINO della MEMORIA di Lucoli è nata anche dalla consapevolezza che in Italia e nella Regione, soprattutto nell’ultimo decennio, si sta assistendo ad una rapida erosione ed estinzione della diversità genetica della vegetazione, con gravi conseguenze a livello ambientale. 
Dieci anni fa il progetto di NoiXLucoli Onlus, dedicato alla memoria delle vittime del terremoto d'Abruzzo del 2009, si poneva l'obiettivo di contribuire a salvaguardare le antiche varietà di piante da frutto dell'Aquilano. Le antiche cultivar presenti nel Giardino di Lucoli, sono frutto di selezione operata sia dall’uomo che dalla natura con il passare del tempo e che si sono evolute con caratteristiche genetiche tali da permettere alle piante di resistere e adattarsi ai cambiamenti climatici. Si tratta di un patrimonio a rischio di estinzione che è stato sapientemente alimentato e conservato da un'agricoltura che purtroppo, oggi, mostra segni di resa e che NoiXLucoli Onlus conserva e protegge, con sole risorse private, con il progetto GIARDINO della MEMORIA. 
La nostra Associazione si è spesa prevalentemente negli ultimi tempi, in azioni che avevano l’obiettivo di recuperare, conservare e valorizzare le varietà di piante da frutto autoctone. 
Per favorire la conservazione di tali cultivar il Giardino della Memoria di Lucoli è entrato nella Rete degli Agricoltori Custodi, coltivando e conservando tre specie di mele: la limoncella, la renetta ruggine e la zitella. 
Mela Limoncella

Mela Renetta Ruggine - Foto di Roberto Soldati

Mela Zitella
Grazie agli agricoltori custodi la salvaguardia della biodiversità agricola è garantita e le varietà locali possono continuare ad evolversi, mantenendo vivo il collegamento con la matrice culturale d’origine. Il sistema di tutela della biodiversità agraria è stato istituito in Abruzzo nel 2018 e prevede un registro delle risorse genetiche vegetali a rischio di estinzione, i registri degli agricoltori custodi, una banca del germoplasma e la rete regionale per la biodiversità agraria.
In una definizione non troppo recente l’agricoltura è la tecnica e la pratica della lavorazione della terra al servizio dell’uomo. Nell'epoca attuale l’agricoltura deve essere consapevole perché il futuro sarà la frontiera in cui le risorse saranno utilizzate in modo responsabile. Possiamo parlare, quindi, degli agricoltori custodi come di tutti coloro che difendono e lavorano la terra per preservare il paesaggio - non solo agrario - e per conservare la biodiversità. 
I nostri soci si riconoscono appieno in questa definizione certi di contribuire a creare un valore aggiunto al territorio di Lucoli, lavorando alla conservazione della biodiversità agronomica dell'Appennino attraverso il mantenimento, la coltivazione, lo studio con la Regione Abruzzo e lo scambio di varietà antiche di semi e frutti. Tutto ciò è un bene comune, perché il Giardino della Memoria di Lucoli è anche un luogo di grande bellezza e conoscenze a disposizione di tutti. Essere annoverati nella rete degli agricoltori custodi ci ricorda, come volontari, che la nostra Associazione ha una valenza sociale perché con questa attività essa interagisce con l’ecologia (la tutela dell’ambiente e della biodiversità) e la società (la responsabilità sociale verso la tradizione e la cultura agricola del territorio che è anche una sua ricchezza).
Questo risultato ci riempie di nuovo entusiasmo e ci rende consapevoli di nuove responsabilità.




giovedì 1 ottobre 2020

ll 5 giugno 2020 si sono aperte le celebrazioni dell’Ottocentenario della morte di San Franco

 

Abbazia di San Giovanni di Lucoli - Foto Maurizio Manieri

San Franco un Santo che per ben venti e più anni della sua vita ha vissuto a Lucoli, eppure oggi, sembra non esservi traccia del suo ricordo. Al Santo è stato attribuito il potere taumaturgico di guarire le malattie della pelle, all’origine dei riti idroterapici compiuti presso la sorgente dell’acqua di San Franco, gli viene attribuito anche un ruolo di mediatore tra ordine sociale e natura selvaggia, riconosciuto al Santo dalla tradizione medioevale visto il suo patrocinio contro le aggressioni di animali da preda o comunque potenzialmente pericolosi.

La nostra Associazione, che ha tra le sue finalità anche quella del recupero della memoria storica e culturale del territorio, da diversi anni si è impegnata nella ricerca di testimonianze sul Santo, anche in collaborazione con la Soprintendenza dell’Aquila.

I soci di NoiXLucoli Onlus hanno pensato che quella del 5 giugno poteva essere una data importante anche per Lucoli e non solo per le comunità di Assergi e Roio, che segnano i tre principali momenti della vita del Santo; di Arischia che nel suo territorio annovera l'Acqua di San Franco, di Ortolano che lo onora e ricorda nella sua chiesa, di Forca di Valle (TE) che lo festeggia come patrono, ma di tutto l’Aquilano, anzi di tutti i territori che lo hanno onorato nei secoli con il loro culto ed i loro pellegrinaggi.

Nel 2019 siamo entrati in contatto con l’Associazione “Assergi: cultura, memoria e montagna”, nata proprio in occasione dell’evento “Ottocentenario di San Franco”, che ha fatto da motivazione e da punto di coagulo di interesse. Questa Associazione si è posta l’obiettivo di fare qualcosa in Assergi che potesse dare risonanza a questa celebrazione da un punto di vista culturale e di coinvolgimento del territorio.

Abbiamo partecipato con entusiasmo a varie riunioni apprezzando il percorso di studio e di approfondimento territoriale avviato dai promotori. Ci hanno insegnato a riscoprire la memoria, il passato e, attraverso di esso, a tentare di ricostruire una linea storico identitaria che potesse sostenere uno sviluppo cosciente del nostro territorio.  I nostri soci hanno riscoperto le tracce di radici lontane otto secoli fa arrivando al tempo in cui San Franco viveva nell’Abbazia di San Giovanni di Lucoli e poi in una grotta del territorio.

Gli incontri con l’Associazione di Assergi ci hanno fatto conoscere San Franco come personaggio storico religioso, che può dire molto anche ai giovani di oggi, in veste anche attuale come simbolo e come messaggio culturale e di fede. L’Ottocentenario ha permesso di incontrarci e conoscerci acquisendo una cultura di rete e di collaborazione con altre Associazioni che ha rivitalizzato la motivazione ad agire ed al fare. Il Covid-19 ha però frustrato i nostri progetti, limitando gli incontri ed anche il programma di eventi che avevamo previsto per Lucoli. Siamo però riusciti a partecipare ad alcuni iniziative e ad organizzare le seguenti attività:

5 giugno 2020, Ottocentenario di S. Franco - Assergi


La statua di San Franco
I nostri soci hanno partecipato alla Santa Messa nella chiesa "Santa Maria Assunta" celebrata da Sua Eccellenza Mons. Orlando Antonini, Nunzio Apostolico, insieme a Padre Carmine o.f.m., Ezenyimulu Don Titus Parroco di Arischia, Don Ennio Raimondi che è stato ad Assergi nell'anno del terremoto, Don Manuel Cepeda Parroco di Assergi.

Citiamo alcune frasi dell’omelia di Mons. Antonini nelle quali si riportano le esperienze del Santo a  Lucoli: ”S. Franco scelse la prima alternativa: portato da Dio a trovare più gioia nel suo amore di quanto la cupidigia ne trovi nell’oro, rinunciò a tutti i suoi beni prima entrando nel monastero di S. Giovanni di Lucoli e, dopo venti anni, ritirandosi completamente dal mondo e dandosi alla penitenza, alla ricerca continua dell’unico necessario e alla preghiera incessante, munito dell’armatura di Dio come abbiamo sentito nella prima lettura, resistendo alle insidie del diavolo e restando in piedi dopo aver superato tutte le prove”. “È proprio la storia di S. Franco. Praticata prima la vita cenobitica a Lucoli per ben vent’anni, rifiutò l’elezione ad Abate – oltre alla santità possedeva quindi anche doti di discernimento e di governo – e divenne eremita, in un primo tempo tra i boschi lucolani e infine sulle rocciose impervie montagne del Gran Sasso”.

13 agosto 2020 - Il Respiro della Montagna

quadri di racconto, musica e canto.

 


I nostri soci insieme ad alcuni dell’Associazione Amici di San Michele Onlus hanno partecipato alla rappresentazione il “Respiro della montagna”. Opera in testi e musica, articolata e composita centrata sui temi dell’ esperienza umana e religiosa di un monaco eremita del lontano 1200 sui monti del Gran Sasso, in mezzo a una natura incontaminata anche se selvatica e su quelli contemporanei della realtà ambientale odierna con annessi rischi e problemi. La rappresentazione composta dal  racconto, musica e canto voleva stimolare i partecipanti ad orientarsi verso un futuro di speranza e di costruzione, giorno per giorno, di una nuova realtà, pensando all’enorme ricchezza e valore dei territori montani.

20 agosto 2020 – Escursione nel territorio di Lucoli alla “Grotta di San Franco”.

I nostri soci insieme ad alcuni dell’Associazione Amici di San Michele Onlus ed a quelli dell’Associazione “Assergi: cultura, memoria e montagna” hanno partecipato ad una escursione alla scoperta della Grotta di San Franco.  Abbiamo percorso un itinerario in un giorno d’estate coinvolgendo persone motivate ad esplorare “l’altrove” naturale e mentale, volendo condividere con tutti i significati remoti assorbiti dall’oblio per riscoprire il nostro retroterra storico legato alla figura del Santo. Un libro di recente pubblicazione conferma l’identificazione di tale luogo nella Montagna di Lucoli e Tornimparte presso l’eremo di Sant’Onofrio (Roio storia di una Terra attraverso i secoli – Croce Rotolante - 2020). La grotta di Sant’Onofrio, che si affaccia sul profondo omonimo vallone, è un riparo a 1.400 metri d’altezza su una parete rocciosa del monte Orsello, poco oltre i ruderi del villaggio medievale di Sant’Eramo. La grotta, raggiungibile con un ripido sentiero in parte ferrato, è provvista di gradoni scavati nella roccia, di un rozzo altare in pietra e di alcune nicchie.

Citiamo altri riferimenti di letteratura sulla vita di San Franco relativi al bosco di Lucoli ove visse in una grotta: “Trascorso un ventennio di lunga riflessione, decise di abbandonare la vita monastica per recarsi in posti più reconditi, in cui poter vivere la sua ascesi in solitudine, seguendo le orme del Battista, al quale l’Abbazia era stata consacrata, come predicatore di penitenza. La sua scelta esistenziale declinò verso percorsi più austeri che lo porteranno ad immergersi nella purezza della natura, con la quale entrò in perfetta simbiosi nella continua ricerca della perfezione e quindi della santità. Saranno due fiere le protagoniste della vita eremitica del Santo: l’orso e il lupo. Una volta ottenuto il permesso dal superiore dell’Abbazia di San Giovanni Battista, una sera si congedò dai suoi confratelli salutandoli con il bacio della pace e verso mezzanotte, mentre i monaci dormivano, vestito con i suoi consueti indumenti, con un “sacchetto” contenente nove pani, un pugno di sale, una fiaschetta, una catinella, un breviario e altri pochissimi oggetti, lasciò il monastero. La sua età era prossima ai quaranta anni. Non molto distante dal convento, nel vicino bosco (Antinori, Annali, parte I, vol.7, pag 529), incontrò un orso che lo precedeva e, seguendolo, raggiunse una grotta cinta di rovi e di spini, proprio nel punto in cui la selva diveniva più folta. In prossimità della nicchia zampillava dell’acqua limpida che scaturiva dall’incavo di una quercia. Il luogo di questo suo primo ricovero, come afferma l’Antinori, non era molto distante dal monastero, mentre gli Atti del Santo (Dissertazione del Tomei, Lezione II), nell’individuare tale sito, fanno riferimento genericamente a remote selve; presumibilmente la spelonca doveva comunque essere ubicata nei monti del Lucolano o in prossimità degli stessi.” (San Franco di Assergi – Storia di eremitismo e santità alle pendici del Gran Sasso – Ivana Fiordigigli).

Il 20 agosto, confidando nel luogo all’aperto e rispettando tutte le regole di sicurezza previste per il covid 19, ci siamo recati a quella riconosciuta come la grotta di San Franco. Abbiamo percorso il pianoro roccioso sul versante Ovest di Monte Orsello dove sono ancora visibili i resti dell’antico villaggio medievale di Sant’Eramo menzionato in una bolla papale del 1215. Degna di nota la bellezza delle pietre accumulate ove oggi trovano riparo gli armenti che ci hanno accompagnato in tutta l’escursione. In questi luoghi sono ancora visibili le tracce delle Vie Amiternine, antiche mulattiere ormai abbandonate, ma che secoli addietro facevano da congiunzione a due delle più importanti vie di comunicazione de centro Italia: la Via Salaria e la Via Valeria. Attraverso di esse la Conca Aquilana e la Marsica trovavano il possibile collegamento per gli scambi commerciali. Il vallone di Sant’Onofrio, prendeva il nome del Santo che vi aveva dimorato, al riparo di una spelonca ricavata nella sua parete rocciosa (notizie sulla vita dell'eremita sono scarse, secondo le antiche agiografie il monaco copto, vissuto nel V secolo, figlio del re di Persia, trascorse la sua esistenza in eremitaggio nel deserto, sull'esempio di San Giovanni Battista e del profeta Elia, non c’è letteratura in merito alla sua vita in Abruzzo).  

Finalmente giunti alla grotta che si apre  come una balconata esposta a Sud, e raccoglie al suo interno tutto il calore del sole, affaticati ma felici ci siamo immortalati con le foto ricordo. Il bosco sottostante mitiga qualsiasi movimento del vento, lasciando colmare quel luogo soltanto di pace e beatitudine.





17 Ottobre 2020 – Piantagione di un albero di ciliegio in prossimità dell’Abbazia di San Giovanni di Lucoli.

 La nostra Associazione pianta alberi da quando è stata costituita perché piantare alberi nella semplicità del suo gesto, è un degli atti più simbolici e ricchi di speranza che si possano, immaginare e offrire ad una comunità. Significa mettere radici, saper aspettare, vivere nel ritmo della natura e contribuire al futuro della Terra. Ci sono degli episodi che legano San Franco a degli alberi, quello che riportiamo è legato ad un albero di ciliegio.

Si racconta che a Roio nella casa identificata come quella in cui nacque San Franco si conservassero agli inizi del secolo passato, i resti di un prezioso cippo del ciliegio fatto crescere nel semenzaio della famiglia del futuro religioso. Nella tradizione popolare si narra di un miracolo avvenuto nel lontano medioevo, in un piccolo borgo montano dell'Appennino abruzzese, chiamato Rogie in villa Morchonia 1, non lontano, di rimpetto, ad ovest, dalle Alpi Sabine, nel punto in cui il sole lascia il suo cammino. La città dell'Aquila non era ancora stata edificata. La vicenda ebbe come protagonista un giovane pastore di nome Franco, futuro Santo, il quale, un giorno di settembre, accomiatandosi dalla madre per seguire il gregge che svernava nella lontana Apulia, promise alla genitrice che il loro prossimo incontro sarebbe avvenuto quando i frutti tornavano a colorare l'albero di ciliegio posto nell'orto della casa paterna. Il fatto si manifestò, ma non a giugno, come era naturale che fosse, bensì a gennaio, nel pieno dell'inverno. Lo stupore per il miracolo e la gioia nel riabbracciare il figliolo regalò un momento di felicità e serenità a quella madre che solo la magia della natura e la purezza d'animo dell'uomo sanno donare.

Collegandoci a questa narrazione i soci di NoiXLucoli Onlus hanno deciso di piantare un albero di ciliegio per ricordare il “miracolo del ciliegio”, un cippo in pietra, vicino alla pianta, ricorderà anche a Lucoli la data dell’ottocentenario.

Tutti questi eventi ci hanno accompagnato dal novembre del 2019, è stato un programma ricco di scambi e per noi di apprendimento. Ringraziamo i soci dell'Associazione "Assergi: cultura, memoria e montagna" per la professionalità e la grande motivazione (che ci ha contagiati).

venerdì 26 giugno 2020

TROPPO CALDO E' IL BOOM DI PROCESSIONARIA NUOVA GIORNATA DI MANUTENZIONE AL GIARDINO DELLA MEMORIA PER DEBELLARLA

Con i cambiamenti climatici ora la ritroviamo anche sotto i mille metri.
Uno dei fattori limitanti di questa specie sono sostanzialmente le basse temperature invernali. Quest'anno però il clima è stato mite. L'esperto Sandro Zanghellini, naturalista, accompagnatore di media montagna e componente della società Albatros, afferma: ''Negli ultimi anni l'aumento delle temperature ha anticipato il ciclo vitale di questo animale".
Un inverno con le temperature miti è una delle principali cause che porteranno quest'anno ad un vero e proprio boom di processionaria il nostro GIARDINO DELLA MEMORIA di Lucoli non è esente da questo fenomeno e quest'anno avremo pochissimi frutti. Sono moltissimi i grossi nidi bianchi sugli alberi che nelle ultime settimane cerchiamo di debellare con molteplici interventi.
Il nome scientifico è Thaumetopaea pityocampa è una farfalla diffusa in tutta l’Europa meridionale che attacca soprattutto il pino silvestre e il pino nero. Uno dei fattori limitanti di questa specie, infatti, è rappresentato sostanzialmente dalle basse temperature invernali. Ogni anno ci sono quindi delle fluttuazioni numeriche sulla presenza che per il 2020 è prevista consistente. 
Il ciclo vitale della processionaria fa si che l'inverno venga superato in forma di bruco e non sono molte le specie che effettuano questa trasformazione. I bruchi durante la stagione fredda rimangono protetti in un grosso nido di seta che si costruiscono dopo essere nati sulla pianta dove la femmina della falena ha deposto le uova. Da qui scenderanno solo quando avverrà la metamorfosi nella primavera successiva. Sulle piante adesso ci sono i nidi che contengono i bruchi nati durante l'estate 2019 dalle uova depositate dagli adulti. Sono rimasti in quel posto in agosto, settembre, ottobre e poi tutti assieme hanno fanno il nido dove passare l'inverno. I bruchi sono già usciti e pur mantenendosi ben ancorati alle piante, escono di notte per mangiare le foglie. Hanno già terminato la loro crescita, e dovrebbero lasciare definitivamente il nido per poi scendere sul terreno dove sprofondare e fare il bozzolo, trasformarsi in crisalide e poi in falene.
L'inverno quest'anno è stato mite e la mortalità di questa specie è stata quindi molto bassa anche se ovviamente ci sono stati dei parassiti. 
Questo insetto può causare problemi di ordine sanitario all’uomo e agli animali che entrano in contatto con i peli urticanti di cui sono provviste le larve. I peli urticanti possono provocare reazioni allergiche con sintomi a carico della pelle, degli occhi o del sistema respiratorio.
Oggi 26 Giugno i nostri soci hanno lavorato per la cura degli alberi e per la sfalciatura dell'erba.
Cerchiamo di recuperare la situazione e di salvare i nostri alberi.


Il lavoro di sfalciatura

domenica 31 maggio 2020

DONATECI IL VOSTRO 5X1000 PER IL NOSTRO IMPEGNO A COLTIVARE LA MEMORIA



Il 5 per mille NON è una tassa in più: è una parte dell'Irpef, l'imposta che tutte le persone fisiche sono tenute a pagare in base al loro reddito annuo. Questa quota obbligatoria può essere usata per aiutare un'organizzazione di volontariato - Onlus come NoiXLucoli.
Sono dieci anni che ci occupiamo del Giardino della Memoria di Lucoli dedicato alle vittime del terremoto del 2009 e coltiviamo specie da frutto appartenenti alle cultivar dell'Appennino in pericolo di erosione e/o scomparsa.
La nostra Associazione valorizza la cultura della memoria e della cura per la natura principalmente attraverso il mantenimento di due “monumenti verdi” che cura e coltiva rendendoli liberamente fruibili a tutta la Comunità: Il Giardino della Memoria del Sisma ed il Parco della Rimembranza.
I volontari sono meritevoli di sostegno sulla base di ciò che realizzano, della reputazione che acquisiscono, l'Associazione non ha finanziamenti pubblici ed è per questo, con i risultati del nostro lavoro sotto gli occhi di tutti, che chiediamo un aiuto concreto, finalizzato in primis alla gestione, conservazione e arricchimento del patrimonio arboreo di questi siti.
Le foto dei frutti recuperati che coltiviamo nel Giardino della Memoria illustrano il nostro paziente lavoro. 
Ricordiamo che lo scorso anno abbiamo donato 60 alberi di queste piante alla Comunità locale.









Associazione NoiXLucoli Onlus Codice Fiscale: 93047640664

GRAZIE

martedì 19 maggio 2020

BIODIVERSITA' ORTICOLA AL VIA LA SESTA EDIZIONE

Sono sei anni che selezioniamo semi per i nostri orti sulla base del loro grado di rarità seguendo le indicazioni dell'Associazione Culturale "Cercatori di Semi". Acquistiamo le sementi tramite web e con l'aiuto dell'Azienda Agricola che cura il Giardino della Memoria del Sisma di Lucoli iniziamo la coltivazione, i nostri soci entrano in possesso di piante in ottime condizioni fitosanitarie da piantare nei loro orti.
I semi sono di massima purezza, essiccati e disidratati con l'aiuto del Silica Gel 8, secondo le istruzioni dell'Orto Botanico della Sapienza di Roma. Infine sono stoccati ad una temperatura di 5 gradi. Tutto il materiale biologico che acquistiamo non è ibrido F1. 
NoiXLucoli promuove questo progetto di coltivazione per salvare i semi, promuovendo la biodiversità attraverso la divulgazione di specie antiche e anche delle tecniche per produrre e conservare le sementi in proprio. 
Nel momento della raccolta l'orgoglio dei frutti dei nostri coltivatori viene divulgato e premiato.
Tomatillo viola
Una tra tutte le sperimentazioni di quest'anno il: Tomatillo Viola (Physalis ixocarpa). Proviene dal Messico ed è una specie davvero interessante. La Pianta è a portamento cespuglioso dalle belle foglie verdi, arriva all'altezza di circa un metro, molto produttiva e regala numerosissimi frutti verdi della grandezza di un pomodoro, al quale somigliano per la forma. I tomatillo sono racchiusi in un involucro dalla consistenza cartacea, che li protegge fino alla maturazione. Il gusto acidulo lo rende ingrediente di buonissime salse, che offrono molti nuovi spunti culinari verso nuovi sapori. Si coltiva come il pomodoro ma manca di fiori perfetti, occorre quindi avere più piante per l'impollinazione. Teme il gelo ed è consigliabile trapiantarlo quando le temperature sono più miti. La pianta è rustica e molto resistente a fitopatologie e parassiti. È utile aiutarla con un sostegno per via del peso dei frutti. Il tomatillo viola è meno acidulo delle altre varietà e contiene antociani come il mirtillo.

venerdì 8 maggio 2020

CIAO SOFIA! AVEVI SOLO UNDICI ANNI MA CI HAI REGALATO TANTA GIOIA.


”La morte non esiste, figlia. La gente muore solo quando viene dimenticata”,

mi spiegò mia madre poco prima di andarsene.
“Se saprai ricordarmi, sarò sempre con te”.
“Mi ricorderò di te” le promisi. […]
Poi mi prese una mano e con gli occhi mi disse quanto mi amava, finché il suo sguardo non divenne nebbia e la vita uscì da lei senza amore.
Isabel Allende, Eva Luna
Sofia Marrelli in un disegno
Non ti dimenticheremo.
Tutti noi con i quali hai giocato e lavorato al Giardino della Memoria

mercoledì 6 maggio 2020

CE L'ABBIAMO FATTA! RIPOSIZIONATA LA NUOVA TARGA IN PIETRA CON L'INDICAZIONE DEL GIARDINO DELLA MEMORIA



Siamo affezionati a questa targa in pietra della Majella che fu realizzata e ci fu donata per l'inaugurazione del Giardino della Memoria da Claudio Di Biase. 
Lui ci disse che "voleva esserci" in questa impresa e ci riscaldò il cuore per la sua generosità verso un'idea di monumento verde per le vittime del terremoto di certo innovativa......e pensare che non ci siamo mai incontrati ancora oggi.
A novembre scorso un incidente con un mezzo pesante mandò in pezzi la targa originaria e dopo sei mesi (con una pandemia contro) siamo riusciti a collocare la nuova targa ripristinata.


Claudio Di Biase ha realizzato e consegnato la nuova targa per sostituire quella danneggiata anticipando costi e lavoro, prima dell'indennizzo e come sempre ha dimostrato grande generosità. E' un artigiano che ben conosce il valore dell’etica del dono e delle azioni giuste superando anche i meccanismi del sacrosanto interesse in questi momenti di grande crisi.

Quella dei Di Biase è una "razza" di scalpellini: prima il trisavolo, Antonio Di Biase (1853 – 1937), poi il bisnonno Camillo Di Biase (1890 – 1955), successivamente il nonno Antonio Di Biase, classe 1930, quindi il padre Claudio Camillo Di Biase nato nel 1956 ed infine Antonio Di Biase, classe 1987. Tutti nel paese di Lettomanoppello sono conosciuti con il soprannome di “La Bobba”. 
Claudio Camillo e Antonio Di Biase lavorano la pietra bianca della Majella, nella propria bottega in via Prati di Tivo a Lettomanoppello, con i metodi assolutamente artigianali e secondo i dettami della tradizione locale ereditata da quattro generazioni di scalpellini. Sono membri dell’Associazione Regionale Arte della Pietra (A.R.A.P. Abruzzo), la loro bottega è stata riconosciuta come Scuola-bottega dalla Regione Abruzzo. E’ il punto d’incontro e di lavoro di molti scultori, abruzzesi ma non solo. 
Di nuovo grazie a tutti, noi non molliamo, non potremmo...... con il sostegno di questi grandi amici.
http://www.turismoreligiosoabruzzo.it/ABRUZZOMANIA/2019/01/31/eccellenza-dabruzzo-n-23-lettomanoppello-pe-la-piccola-carrara-paese-degli-scalpellini/