PERCHE' IMPEGNARSI PER IL RESTAURO DELL'ORGANO DEL 1569 DELL'ABBAZIA DI SAN GIOVANNI BATTISTA?

Un solo dato è sufficiente per stabilire il principio che guida questa operazione: la data di costruzione dell’organo (1569).
Se si pensa che l’organo più antico del mondo, quello della Chiesa di Notre-Dame del Valère a Sion (Svizzera) risale, secondo le ricerche effettuate dal Dr. Friedrich Jakob, agli anni tra il 1400 ed il 1436 risulta immediatamente evidente il valore storico di questo pregevole oggetto d’arte.
Gli organi più antichi che si conservano in Italia sono molto pochi. Abbiamo gli strumenti realizzati per la Basilica di San Petronio a Bologna (Lorenzo da Prato 1471-75, e il Malamini del 1596), una serie di Antegnati, tutti conservati nel nord Italia e costruiti nella seconda metà del Cinquecento: in definitiva non oltre una quindicina di strumenti di cui solo una parte conservatasi integra nella struttura fonica e meccanica. Tra questi, l’organo di Lucoli risulta essere uno dei più antichi, sicuramente il più antico d’Abruzzo. A questi si aggiungono altri organi costruiti nel Seicento (anche quello della Basilica di Collemaggio dell’Aquila) ma nella maggior parte dei casi si tratta di strumenti compromessi e modificati significativamente da interventi successivi posti in essere soprattutto durante il Settecento.
Lo strumento di Lucoli, sebbene nel suo precario stato di conservazione e privo delle sole canne metalliche e lignee, non ha subito rimaneggiamenti che hanno deturpato o snaturato la sua struttura originale e la sua originale fisionomia. È questa una situazione assai rara da trovarsi che rende ancor più interessante il restauro dello strumento.
Al valore storico-artistico del manufatto si deve aggiungere un valore puramente scientifico. Il restauro permetterà di acquisire informazioni preziosissime sull’organaria abruzzese cinquecentesca finora conosciuta solo attraverso lo studio dei documenti d’archivio ma prima di riscontri materiali.
Non va altresì dimenticata l’originaria funzione e destinazione dello strumento: l’organo nasce e viene collocato in chiesa per arricchire le cerimonie liturgiche col suo suono a dar maggior lode a Dio. Questa sarà la prima delle funzioni che recupererà lo strumento col suo restauro integrale e permetterà di restituire alle cerimonie liturgiche che regolarmente si svolgono in Abbazia il giusto decoro e la corretta solennità. Naturalmente il restauro dello strumento permetterà anche di promuovere ed incentivare l’attività concertistica che ha due fini: rivitalizzare il territorio con l’arrivo di pubblico dai centri viciniori, fornire agli organisti (soprattutto ai giovani) uno strumento dove poter studiare e perfezionarsi nella letteratura organistica italiana cinque-seicentesca.
Firmato:
Alberto Mammarella, Ispettore onorario per la tutela e la vigilanza degli organi antichi dell’Abruzzo (Ministero per i Beni e le Attività Culturali).
Chiunque volesse aiutarci in questa iniziativa di importante recupero storico-artistico per il territorio di Lucoli, che necessita di un coofinanziamento può inviare un'offerta alla nostra Associazione indicando nella causale: restauro Organo di Giovanni Farina.
Associazione NoiXLucoli Onlus
Via Madonna del Colle n. 13
67045 Colle di Lucoli (AQ)
IBAN: IT95S0832703601000000002505 
 
L'organo di Giovanni Farina nelle condizioni in cui si trova