venerdì 14 febbraio 2020

PREPARIAMO IL GIARDINO DELLA MEMORIA PER LA PRIMAVERA

Lunedì 17 Febbraio appuntamento alle 09:30 con i soci ed il vivaista per la potatura 
degli alberi


Anche se l'inverno non è finito sapiamo che il mese di febbraio si presta alla potatura delle piante.
Senza vegetazione potremo avere una vista migliore sui rami e sagomare meglio le piante che non debbono coprire la vista dell'Abbazia di San Giovanni Battista. 
Il taglio invernale stimolerà la crescita dei rami nuovi in primavera.
In questo modo le piante si manterranno sane e otterremo una ricca fioritura e fruttificazione che ci permetterà di catalogare i frutti in via di estinzione che sono coltivati nel Giardino.
Ci ritroveremo al Giardino con l'Azienda agricola Martini e chiunque vorrà approfondire per sue personali conoscenze la tematica della potatura sarà il benvenuto.

lunedì 10 febbraio 2020

TRASCORSI DIECI ANNI DALLA SUA CREAZIONE IL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI PUO' CONSIDERARSI CUSTODE DELL'AMBIENTE VEGETALE E DEL TERRITORIO

La Regione Abruzzo, seguendo la strada tracciata da altre realtà territoriali, ha riconosciuto il valore dell’attività agro-silvo pastorale nel sostenere gli sforzi per la conservazione della natura e la riduzione del rischio idrogeologico, attraverso la Legge n.34 del 30 ottobre 2015, avente ad oggetto il “Riconoscimento dell’agricoltore come custode dell’ambiente e del territorio”.
E' stato ufficializzato, attraverso l’emanazione della legge, il ruolo fondamentale degli agricoltori nella salvaguardia di un sistema produttivo sostenibile sotto il profilo ambientale ed economico, attraverso la conservazione e la trasmissione della tradizione agricola locale, la valorizzazione delle tipicità locali e la cura e protezione del territorio dagli effetti dannosi dell’abbandono delle attività agricole in genere.
La Regione Abruzzo ha istituito un apposito elenco tenuto presso il Dipartimento Politiche dello Sviluppo Rurale e della Pesca (DPD) degli agricoltori che facciano domanda di accreditamento. 
I soci di NoiXLucoli Onlus realizzano, nel Giardino della Memoria, da dieci anni, un'attività agricola volta alla conservazione di cultivar antiche da pomo a rischio di estinzione o di erosione genetica. La nostra ambizione è quella di divenire agricoltori custodi della biodiversità vegetale del territorio aquilano.
Possono essere riconosciuti "custodi dell’ambiente e del territorio" gli imprenditori agricoli singoli o associati che esercitano l’attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile nell’ambito del territorio regionale, nonché le Società Cooperative del settore agricolo e forestale. 
Gli Enti locali, singolarmente o in Associazione, possono promuovere progetti mirati a sviluppare la figura del “custode” raccogliendo adesioni di agricoltori attivi sul proprio territorio, ecc.
La normativa recita: "l’agricoltore custode (e quindi anche un'Associazione come NoiXLucoli Onlus) si dedica particolarmente:
a) alla manutenzione del territorio attraverso attività di sistemazione volte alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura e mantenimento dell’assetto idraulico e idrogeologico e alla difesa da avversità atmosferiche e incendi boschivi specie nei territori montani;
b) alla salvaguardia della biodiversità rurale intesa come conservazione e valorizzazione delle varietà colturali locali;
c) all’allevamento e alla coltivazione di razze e varietà locali anche appartenenti alle risorse genetiche animali e vegetali del territorio abruzzese;
d) alla conservazione di formazioni vegetali e arboree monumentali;
e) al contrasto all'abbandono delle attività agricole anche attraverso la valorizzazione e la sostenibilità economica ed ambientale dell'agricoltura.


Uno scrittore che amiamo in modo particolare, Franco Arminio, scrive che "per riabilitare i paesi ci vuole una nuova religione, la religione dei luoghi. Una porta chiusa dice di un fallimento, ma una porta chiusa ha sempre una fessura....." per i nostri soci la "fessura" è rappresentata dal piccolo scrigno del Giardino della Memoria ove resistono i semi di una selezione genetica di millenaria origine che proviene da una sapienza di mani callose, quella dei contadini dell'Appennino aquilano. Le nostre piante vedono origine dai terreni abbandonati di molti paesi vicini, dagli orti di conventi di suore, dalle piante selezionate e conservate dai contadini anziani e vogliono rappresentare la "religione" di un luogo, luogo dedicato alla memoria di gente che non c'è più e a quella di una cultura contadina che non vogliamo muoia.
Vogliamo proteggere questo "scrigno" divenendone custodi certificati.
Tutte le nostre piante a rischio di estinzione sono catalogate in schede varietali, ne pubblichiamo alcune per i nostri lettori.