mercoledì 4 settembre 2019

I NOSTRI SOCI CON IL TOURING CLUB IN VISITA AL BOSCO DI SANT'ANTONIO

Il Bosco di Sant’Antonio in Abruzzo è tra i luoghi più suggestivi della regione verde d’Europa soprattutto quando l‘autunno, protagonista indiscusso dei mesi che precedono l’inverno, colora con decisione le chiome degli alberi più diversi.
Nel Bosco vive una moltitudine di faggi secolari e non solo.
Siamo andati il 20 agosto guidati dal Tenente Colonello dei Carabinieri Forestali Bruno Petriccione, ecologo e specialista nella gestione di aree protette, che ci ha illustrato la ricca e preziosa biodiversità del luogo.
Il livello di biodiversità è strettamente connesso a quello del funzionamento dei processi ecologici dai quali tutti dipendiamo ed è in forte declino, in particolare dagli anni del boom economico del 1960 ad oggi. 
Per questo motivo è importante conoscere gli ambienti dove è meglio conservata per maturare la coscienza che se non si cambierà al più presto l’attuale modello di sviluppo, il sistema che abbiamo costruito si avvicinerà sempre di più verso la sua soglia di insostenibilità.
(foto E. Mariani)

(foto E. Mariani)
E' stata una mattinata bellissima arricchita anche dal contributo del Prof. Kevin Cianfaglione dell'Università di Brest (Université de Bretagne Occidentale).

Storie e leggende del bosco di Sant’Antonio in Abruzzo

La storia del Bosco di Sant’Antonio in Abruzzo sembrerebbe articolarsi in due momenti fondamentali:
· l’epoca romana, un periodo in cui l’intera area era consacrata a Giove, la dività suprema e il re di tutti gli dei della mitologia romana.
· il Medioevo, quando il bosco fu dedicato a Sant’Antonio dal quale tutt’oggi prende il suo nome.
Quello del Medioevo fu un periodo molto particolare per il Bosco di San’Antonio: in questo tempo, infatti, sotto gli imponenti faggi si riparavano gli animali allevati dagli uomini tanto che gli alberi venivano potati ricorrendo ad una tecnica particolare, quella della capitozzatura.
Oggi i faggi del bosco sono protetti e hanno ormai raggiunto la loro tipica forma a candelabro e danno vita ad uno dei faggeti più belli d’Abruzzo e d’Italia.
Inoltre il Bosco di Sant’Antonio ospita il famoso Eremo di Sant’Antonio da Padova, meta di tanti pellegrini che si recano sul posto perché devoti al Santo. Di origine medioevale, l’eremo presenta un campanile a vela ed è circondato dal verde e dalla natura più incontaminata.

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