martedì 25 giugno 2019

24 GIUGNO UNA DATA MOLTO SENTITA A LUCOLI: LA FESTA DI SAN GIOVANNI

I riti dedicati a San Giovanni Battista in Abruzzo sono molto sentiti: dall’acqua di rugiada allo scambio dei ramajetti, fino ai falò notturni.

Il falò di mezzanotte all'Abbazia di San Giovanni Battista a Lucoli
La festa di San Giovanni poggia su tradizioni secolari molto diffuse, sia in Italia che in altri paesi europei. Spesso l’iconografia rappresenta San Giovanni nel suo epilogo terreno, ovvero con la testa decapitata, ma nel rito celebrativo la testa mozzata è simboleggiata dal sole i cui raggi, come benefiche appendici insanguinate, conferiscono proprietà particolari a tutte le acque: mare, fiumi, fontane e rugiada. Per chi ha voglia di crederci – e in fondo che male fa – la preziosa aurora del 24 giugno, giorno di San Giovanni, ha diversi poteri, non solo di tipo “cosmetico”. Infatti è anche il momento giusto per stringere o rinnovare legami di amicizia fraterna (il cosiddetto comparatico, o comparanza) suggellati lavandosi reciprocamente mani e viso e scambiandosi mazzolini di fiori campestri, detti ramajetti, recitando contemporaneamente la formula dei “compari a fiori”. In sostanza, il compare o la commare sono invitati a volersi bene e a non sciogliere mai un legame che un giorno permetterà loro di ritrovarsi in paradiso. Ogni anno sono diversi gli appuntamenti organizzati in Abruzzo per celebrare il 24 giugno, molti prevedono lo scambio dei ramajetti o il falò notturno per scacciare demoni e streghe e per illuminare l’autunno che si avvicina. La notte tra il 23 e 24 giugno, ritenuta magica già in epoca pre-cristiana, è la più lunga dell’anno e coincide col solstizio d’estate, dopo il quale ha inizio la riduzione delle ore di luce. La leggenda narrava che la prima a vedere nel sole infuocato il volto di San Giovanni avrebbe trovato marito entro l’anno, per questo le giovani donne d’altri tempi si svegliavano all’alba del 24 giugno per vedere il sorgere del disco solare. Ma la notte di San Giovanni, o meglio l’aurora, è preziosa anche per la rugiada e le erbe. Tra queste c’è l’iperico, detta non a caso erba di San Giovanni, chiamata così perché i suoi fiori giallo-oro sbocciano a fine giugno, in concomitanza con la festa del santo. Secondo la tradizione le erbe bagnate dalla rugiada nella notte tra il 23 e il 24 giugno si caricano di energia nuova. Per la preparazione di quella che viene chiamata acqua di San Giovanni occorre raccogliere erbe aromatiche e fiori in luoghi non contaminati, porre tutto in un recipiente con dell’acqua e lasciare la mistura fuori, nella notte fatidica, a catturare la rugiada del mattino del 24. Poi la si usa per lavarsi viso e mani. Le erbe devono essere non meno di 24, dalle ginestre, ai petali di rosa, dall’artemisia al finocchio selvatico, dal rosmarino al basilico, tutto può diventare ingrediente “miracoloso” per l’acqua di San Giovanni. Per raccogliere la rugiada basta stendere un panno tra l’erba e strizzarlo il mattino successivo. Oppure scavare una piccola buca in cui inserire un bicchiere, sopra al quale si mette un telo impermeabile fissato ai bordi della buca e con un foro al centro, proprio sopra l’orlo del contenitore. La rugiada si deposita sul telo e scende nel bicchiere. Nella notte di San Giovanni molti usano anche raccogliere le noci acerbe da porre sotto spirito per arricchire il gusto del nocino fatto in casa. Fra le cose che non possono mancare a San Giovanni c’è anche l’aglio, comprato, regalato o raccolto non fa differenza e assicura le tasche piene, come afferma il detto: “Chi non prende aglio a San Giovanni, è povero tutto l’anno”. 

A Lucoli si cerca di mantenere viva la tradizione soprattutto per le cerimonie religiose e si cerca di curare gli anziani, le persone sole per le quali la Parrocchia organizza un bel pranzo e una festa.

La nostra Associazione, da cinque anni, partecipa al pranzo degli anziani donando dei pacchi alimentari che vengono estratti tra i presenti. I prodotti provengono da coltivazione biologica e da agricoltori dell'Abruzzo. 
il primo pacco estratto

il terzo pacco estratto

il quarto pacco estratto

Siamo felici di aver potuto allietare questa giornata organizzando una piacevole sorpresa per i vincitori dei pacchi.

mercoledì 5 giugno 2019

IL NOSTRO LAVORO A SOSTEGNO DELLA BIODIVERSITA'? LO SVOLGIAMO ANCHE COLTIVANDO I NOSTRI ORTI.

Pomodoro "Seccagno"

Pomodoro "Seccagno"

NoiXLucoli Onlus come associazione senza scopo di lucro si propone di difendere la biodiversità attraverso diversi progetti, non solo con il Giardino della Memoria del Sisma, ma anche, ad esempio, con la coltivazione di varietà orticole, antiche, che distribuisce gratuitamente ai suoi soci.

Reputiamo importante anche l'educazione alla conservazione della biodiversità e ad una agricoltura sostenibile, per questo ci siamo rivolti all'Associazione "Cercatori si Semi" che ricava le sementi coltivando le piante in una propria tenuta in affitto. Coltivano diverse varietà di piante per poter riprodurre le sementi e controllarne la genetica. Coltivano solo con metodi naturali e noi acquistiamo da loro i semi anche per sostenerli.
Perché recuperare i semi antichi? Basta passeggiare per qualsiasi mercato rionale oggi per vedere come la biodiversità si stia assottigliando a favore di poche varietà selezionate a scopo commerciale, adatte al trasporto ed alla grande produzione ma disastrosamente dipendenti da trattamenti fitosanitari massicci.
Questi prodotti di un agricoltura irresponsabile fanno si che le varietà locali, antiche, selezionate di orto in orto per qualità organolettiche, resistenza alle fitopatologie ed alle condizioni pedoclimatiche del luogo di provenienza, vadano scomparendo portando con loro un'eredità preziosa. 

NoiXLucoli vuole difendere gli ecotipi locali ed a difesa di questi acquista semi antichi che fa germinare in vivaio e distribuisce poi  ai suoi soci, ogni anno tipologie diverse.
Quest'anno abbiamo dedicato la nostra attenzione a diversi tipi di pomodori e tra i tanti:
  • Pomodoro seccangno (che è un ecotipo, particolarmente importante per via della ridottissita necessità di acqua che rende la sua coltivazione altamente sostenibile);
  • Pomodoro Scatolone di Bolsena;
  • Pomodoro Belmonte Calabro;
  • Pomodoro Perino giallo.
Vedremo se saremo bravi come ortolani producendo un buon raccolto.

Per chi volesse andare a conoscere l'Associazione "Cercatori di Semi" forniamo il loro indirizzo:
Sono ad Ardea, a 20 minuti da Roma, nella tenuta in cui coltivano e dove svolgono corsi gratuiti in collaborazione con alcuni docenti universitari vicini all'associazione. I corsi vertono sulle modalità di coltivazione, produzione e conservazione delle sementi. Un'altra modalità per conoscere il loro lavoro è quello di incontrarli alle fiere o alle mostre mercato: a settembre saranno alla “Conserva della Neve”, al parco dei Daini di Villa Borghese, a Roma. 
Gli indirizzi email
info@cercatoridisemi.com
Per richieste generali.
ordini@cercatoridisemi.com
volontariato@cercatoridisemi.com
Per imparare le tecniche di coltivazione sostenibile e di produzione delle sementi prestando un po' del proprio prezioso lavoro.
Associazione culturale no-profit - Via Casali di S. Procula 2 - 00040 Ardea (Roma)  C.F. 97830330581  cell. 3791981253