mercoledì 29 agosto 2018

Famiglia e comunità si ereditano. La storia del Maggiore Leslie Young ce lo dimostra.

Non vogliamo che questi valori si spengano, rappresentano la civiltà e con essi si disegna radicalmente la condizione umana. 
Presi dalle vite quotidiane non ci diamo pensiero se questi valori si affievoliscono, ma ne scontiamo gli effetti ogni giorno. 
Ereditiamo il vuoto e la perdita di questi significati con naturale passività.
E' per questo che abbiamo faticato tanto a trovare a Lucoli (anche per l'estinzione di diverse generazioni di abitanti) la memoria di alcuni fatti avvenuti durante la seconda guerra mondiale. Pensavamo che quello della "salvezza" del Maggiore Leslie Young poteva essere un "mito" e ragione di orgoglio per la comunità lucolana e non capivamo come non ne fosse rimasta traccia.
Non ci siamo arresi e non ci siamo barricati tra le rovine della memoria, fingendo che nulla fosse accaduto dopo che il figlio del maggiore "salvato" da una famiglia locale, ha visitato Lucoli nel 2017, ben 75 anni dopo e ce lo ha ricordato.
Abbiamo voluto riannodare i fili per consentire alla memoria collettiva di ravvivarsi ed ai giovani di Lucoli di capire il valore dei loro antenati, che hanno rischiato la vita, accogliendo chi era in difficoltà. 
Allora, per stare nella realtà, siamo partiti da ciò che viveva, dalle azioni di Giulio Cordeschi di Prata, il cui pronipote farà domanda per andare in Gran Bretagna, a spese dell'Associazione fondata dagli ex prigionieri inglesi, per frequentare un corso d'inglese.
Noi siamo ciò che hanno fatto i nostri padri: questa storia deve darci la nostalgia delle origini, dell'infanzia, dei sapori nostrani, l'orgoglio delle azioni giuste. 
Nick Young che è venuto a Lucoli, ci ha ricordato nel suo diario che, senza Lucoli, senza il ricovero salvifico per suo padre di quella notte, sarebbe potuto non nascere.
Ringraziamo lo storico Walter Cavalieri, per le informazioni verbali forniteci e per aver potuto pubblicare parzialmente il testo contenuto nel suo libro "L'Aquila in Guerra" - 1997 . Gruppo Tipografico Editoriale - L'Aquila.


Abbiamo intervistato molte persone discendenti dalla famiglia Cordeschi e le testimonianze ci hanno portato ad individuare un giovane che potrebbe partecipare alla candidatura per la borsa di studio offerta dal "San Martino Trust", possedendo i requisiti preferenziali, in quanto discendente della famiglia che aiutò i due militari fuggitivi. 
Ringraziamo tutti i nostri soci, che in questa estate, si sono dati da fare a contattare i discendenti, alcuni molto anziani, per trovare tracce dell'accaduto è stato un bel lavoro di squadra.
La partecipazione al bando per la concessione delle borse di studio è esteso a tutto l'Abruzzo, oltre che al territorio di Lucoli e pensando di poter aumentare le possibilità di fruizione del beneficio della borsa di studio (che sarà soggetto comunque a valutazione e cernita da parte del Trust) alleghiamo i moduli di presentazione della candidatura.
Il volantino affisso a Lucoli per ringraziare la popolazione




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