lunedì 23 luglio 2018

LE RETI CONTANO.......



Da qualche tempo a questa parte, l’uso dell’espressione “far rete” ha cominciato a diffondersi anche nel vasto universo del volontariato, per indicare una strategia di lavoro comune tra organizzazioni diverse, volta a “unire le forze” per conseguire obiettivi che singolarmente ognuna di quelle organizzazioni non sarebbe in grado di raggiungere. La consapevolezza dell’importanza del “lavoro di rete” si è ormai consolidata in molti settori sia dell’intervento sociale che della produzione economica. A ben vedere, ognuno di noi è inserito all’interno di reti sociali di varia natura; ma non si deve pensare, qui, ai vari online social networks a cui si iscrivono sempre più persone, come Facebook o Twitter, bensì a quei contesti relazionali naturali, per così dire, che costituiscono gli scenari della nostra esistenza quotidiana: le reti familiari, amicali, professionali rappresentano l’ambiente privilegiato in cui si svolgono le nostre azioni quotidiane, che da quelle relazioni e da quei contesti traggono il loro senso. 
Di volta in volta sono proprio quelle reti di relazione, a cui spesso non facciamo neanche troppo caso, che favoriscono oppure talvolta ostacolano la realizzazione dei nostri progetti. 
NoiXLucoli ha sempre creduto in questo tipo di volontariato che si "mette in rete" per rendere più efficace la sua attività, essendo costituita da soci non residenti. La piccola “rivoluzione culturale” ci è riuscita: abbiamo collaborato e ci siamo conosciuti. Nessuno ha rinunciato a nulla cioè a qualche risorsa o a qualche “grado di libertà” decisionale o di movimento, abbiamo moltiplicato il valore di una opportunità.
La nostra "rete" venerdì 20 luglio u.s. l'abbiamo tessuta con i Tartufai di Lucoli e con la Pro Loco.
Siamo contenti e ringraziamo tutti i compagni di avventura.
Gli olaci
La pasta prende corpo
Un pasto completo
Parte dei volontari.......in tenuta da "lavoro"


giovedì 19 luglio 2018

LUCOLI ..........QUEGLI SPINACI CHE SANNO DI MONTAGNA NOI LI CUCINEREMO INSIEME AI TARTUFAI DI LUCOLI AL TORNEO DELLE FRAZIONI ORGANIZZATO DALLA PRO LOCO

Gli orapi, a Lucoli chiamati olaci, crescono sino ad oltre 2.000 di altitudine ed arricchiscono numerosi piatti della tradizione locale. Sono conosciuti anche come spinaci di montagna.


Vengono chiamati Olapi, Volaghe, Volatre, Olaci, Imbiede, Vollari, Farinello Buon Enrico o Buon Enrico, ma gli Orapi, sebbene abbiano più di un nome, sono unici nel gusto, quello delle montagne sulle quali crescono sino ad oltre 2.000 metri di altitudine. Queste erbe selvatiche, considerate una sorta di spinaci di montagna, crescono spontanee in di diverse zone d'Italia ma è in Abruzzo che è più facile trovarli, soprattutto in quei luoghi dove il pascolo è più intensivo ed il terreno, dunque, maggiormente concimato. Le loro foglie, dalla forma “a piede d'oca”, hanno un sapore pieno e robusto e vengono raccolte specialmente durante il periodo estivo. Ne esistono diverse specie dalle caratteristiche simili, ma la più comune è il Chenopodium Bonus-Henricus. 
Chenopodius Bonus-Henricus - ©THOMAS MATHIS/WIKIMEDIA COMMONS
Le notevoli proprietà nutritive ed il sapore gradevole rendono gli olaci un prezioso ingrediente in cucina, tanto che in Abruzzo vengono impiegati per la preparazione di numerose ricette tradizionali, che spaziano da sfiziosi primi piatti, sino a leggere insalate e gustosi contorni. Sono ottimi sia serviti da soli dopo essere stati lessati e ripassati in padella, sia in abbinamento ad altre verdure o legumi come i fagioli.


Tra i numerosi piatti di cui gli olaci sono protagonisti, si distinguono gli gnocchetti, una pasta di acqua e farina insaporita con le gustose erbette. 

Grazie all'elevato contenuto di sali minerali (come iodio, zinco, potassio, rame, sodio, calcio e fosforo), di vitamine (come B1, B12 e C) e di altre preziose sostanze quali carotene, betacarotene, clorofilla e mucillagini, gli orapi vantano notevoli effetti benefici per il nostro organismo. Sono innanzitutto considerati un ottimo ricostituente, sono antianemici, lassativi, emolienti, vermifughi e depurativi. Stimolano l'attività del pancreas ma, a causa della presenza di acido ossalico, sono sconsigliati nella dieta di chi soffre di calcoli renali.
Questo venerdì, gli olaci raccolti dai nostri soci e dai Tartufai di Lucoli, saranno cucinati in un delizioso piatto a base anche di tartufi durante una delle serate del Torneo delle Frazioni.
La nostra raccolta degli olaci
Vi invitiamo a venirli ad assaggiare il 20 luglio: la ricetta è un "segreto" dei Tartufai di Lucoli!

Il Torneo delle Frazioni di Lucoli è organizzato dalla Pro Loco e siamo contenti di poter partecipare, collaborando con l'associazionismo locale, compatibilmente con le nostre possibilità, visto che i nostri soci sono prettamente da annoverare tra i non residenti del territorio.


martedì 17 luglio 2018

THE EXODUS....


The exodus that emptied Italian towns. In six years, 75 thousand inhabitants vanished into the cities
In small municipalities citizens are happier, but more and more people are leaving because of the lack of services and jobs. Mayors: we need tax breaks for companies in marginal areas or we risk desertification

GABRIELE MARTINI
Paradoxical it may be, the phenomenon seems inexorable. Although statistical indicators show that people live better in small municipalities, the exodus from smaller towns to urban areas is accelerating. In six years the villages have lost more than 74 thousand inhabitants. To put it plainly: it is as if Italy’s biggest football stadium had disappeared. In 2017 alone, more than 16 thousand residents left the village to move to the city.  

To tell the story of the great escape that is emptying Italian villages, we shall start from Cerignale, a small town near Piacenza (North) that in the seventies had 600 inhabitants. There were the blacksmith, the shoemaker, the tailor, the barber, a hotel, two grocery stores and four taverns. Today, it’s left with 127 people, a hotel, a camping site and a small retail outlet. “The exodus began when the state started giving out contributions to those who left the fields and sold their livestock. For years mountain culture has been considered less compared to that of the city. Today we pay the price for those wicked policies”, the town’s mayor, Massimo Castelli explains. “But - he warns - to reverse the course is not utopia”.  

Quality of life and safety  
The municipalities considered “small” are those with less than 5 thousand inhabitants. There are 5,544 smaller centers in Italy (more than two thousand divided between Piedmont and Lombardy). There live 9.9 million people, 16.4% of the population. In the villages – according to recent surveys, people - feel more protected: only 5.1% of the population considers safety a problem against 15.9% of those living in urban areas with more than 50 thousand inhabitants. Neighbors are trusted (78.2% compared to 66.1% in the cities) and the inhabitants are more likely to get together (14% compared to 10%). The houses are on average bigger and those who live there have more space available (92 square meters per inhabitant against 53 of large cities). Living costs less: an average of 119 thousand euros are needed to buy a property compared to 270 thousand euros in urban areas.  
 The statistics, in short, tell us that the quality of life in the villages is better: 70% of the population of municipalities under two thousand inhabitants are satisfied with their condition while in medium and large towns the percentage drops by more than 5 points. Yet something doesn’t add up: why do small towns empty themselves? “The problem is twofold”, Matteo Bianchi, Lega’s mayor of Morazzone (Varese) explains: “On the one hand there is a lack of job opportunities and on the other there is a lack of infrastructural connectivity. I’m not only thinking about transport, I’m also thinking about broadband. “Concrete actions are needed, such as the investment of billions of euro to bring optical fiber even to the most marginal areas”, relaunches Castelli, who is the first citizen of Cerignale. 

Saving post offices  
The other challenge for small villages is to increase services to citizens. Schools, health centers, shops: the recipe is to network with neighboring administrations. The presence of a post office can also make a difference. Gianluca Forno, mayor of Baldichieri d’Asti, has signed a memorandum of understanding with the national postal services in which the company undertakes not to close down post offices in Piedmonts’ municipalities with less than 5 thousand inhabitants. “This is an essential service for small towns. The post offices represent a stronghold that often replaces the bank and allows citizens to manage their money and pay their bills without having to travel through valleys to reach the city”. But for Antonio Decaro there is another requirement to save the villages: to win the battle against red tape. “It is unthinkable that a municipality with a thousand inhabitants works with the same rules as a municipality with 100,000 - he explains - Different rules must be adopted: formalities must be simplified”.  

The protagonists of this internal migration from small to large centers are young people. New families are moving to cities, where services are more accessible and there is greater social mobility. That is why the other side of depopulation is the ageing of the village population. In small municipalities, there are more elderly people and less young people than in the cities: the over 65 are over 24% of residents, while in large towns it is 22%. The percentage is reversed if the sample we consider is that of under 25s. 

Three points for a fresh start  
In the conference “Small City & Smart Land” - held today in Viverone, Biella - the government was asked to carry out three reforms for small municipalities: the introduction of a tax advantage for businesses that settle in marginal areas, the rethinking of the mechanism for the transfer of resources to municipalities on the basis of square kilometers and no longer only on the basis of inhabitants, the establishment of an distributive fund for weak areas as a compensation for natural resources that are born in the mountains but are consumed by those living in the plains. “Beyond big cities, there is a great west to be reconquered” Castelli relaunched. If we do it, the whole country will benefit from that”. 

Translated by Anna Martinelli  
Pubblicato il 13/07/2018

Ultima modifica il 13/07/2018 alle ore 16:52
http://www.lastampa.it/2018/07/13/esteri/the-exodus-that-emptied-italian-towns-in-six-years-thousand-inhabitants-vanished-into-the-cities-cWjV4mWw2amBNTNo60BURO/pagina.html