giovedì 26 ottobre 2017

Anche l'orologio del campanile della Chiesa di San Michele è qualcosa di nostro è un simbolo del Paese di Lucoli: c'è una gara di solidarietà per ripararlo

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. (La luna e i falò, Cesare Pavese)


A Vado Lucoli e Lucoli Alto abitano poche persone. Il paese è un agglomerato di case terremotate, di Moduli Abitativi Provvisori e poi c'è la Chiesa! 

La Chiesa di San Michele Arcangelo un simbolo per la Frazione e per tutta Lucoli: costruita in cima ad un’alta collinetta a ridosso dell’abitato, si trova lì fin dal medioevo. Fu distrutta dal terremoto del 13 gennaio 1915 ed è stata completamente ristrutturata nel 1938. La sua Pala d'Altare in ceramica, identificata come il "Paliotto di Lucoli" e realizzata da F.S.A. Grue è nel museo di Celano.
Questa chiesa si presenta con una copertura a capanna e semplice facciata a coronamento orizzontale; il portale in pietra è sormontato da un timpano spezzato. Adiacente al prospetto posteriore si erge un massiccio campanile che sorregge due campane. 
Sul campanile c'è l'orologio che ha funzionato fino a qualche tempo fa ed ora, a causa di un fulmine, ha smesso di segnare la vita lenta che scorre tra le case vuote.
All’interno, sull’altare maggiore è posizionata una statua di S. Michele Arcangelo ed è conservato un affresco del 1300 raffigurante una Madonna col Bambino in trono con a lato S. Giovanni Battista.
La chiesa di San Michele con il suo campanile ed il suo orologio danno un senso a questo luogo. 
Sembra, nonostante sia chiusa per gran parte dell'anno, che le persone si siano allontanate solo per un attimo, è mantenuta con cura proprio dalla Parrocchia e dagli Amici di San Michele.
Per arrivarci si combatte con la natura che lentamente trionfa riappropriandosi del sentiero, ma i giochi non sono ancora fatti per l'oblio. E' per questo morivo che l'Associazione Amici di San Michele vuole riparare l'orologio per ridare, intanto, la vita al tempo di quei luoghi.
Lo scrittore Antonio Mocciola ha rappresentato "Le belle addormentate" paesi e frazioni senza più abitanti. Le ha descritte nel loro lento declino, rassegnate, o anche orgogliose e vive che si dibattevano come pesci nella rete. 
L’Italia abbandonata è il rovescio della medaglia, una cartina turistica letta al contrario. Non è solo montagna, dissanguata dalla natalità zero e dall’emigrazione. È anche pianura, o persino isole. È l’Italia perduta, messa ai margini della storia, punita dalle istituzioni, occultata dai navigatori satellitari, non coperta dalla rete dei cellulari, ignorata dal wifi. Città e contrade senza più abitanti, di colpo svestite da chi le ha vissute spesso per secoli. Perché a valle c’era più lavoro, o perché i vecchi non lasciavano eredi, ma soprattutto perché tutto frana in questo povero stivale. Terremoti, smottamenti, alluvioni, ma anche soltanto un po’ di pioggia. È di questo Belpaese estinto che si deve parlare e per il quale vale  la pena lottare perchè i paesi-fantasma sono tante cose: un soggetto antropologico, una bizzarra guida turistica, un cahiers de doléances, un atto d’amore. 
E' per un atto d'amore che l'Associazione ha organizzato una raccolta fondi per la riparazione dell'orologio. La comunità si è mossa e ne siamo contenti ci si sorprende di fronte al paesaggio che racchiude il profilo della Chiesa di San Michele: dobbiamo tutti protendere verso la conservazione di tanta bellezza in ogni suo particolare.
I soci di NoiXLucoli Onlus ci saranno ed hanno fatto la loro parte. 
Per chi volesse aiutare pubblichiamo la locandina con gli estremi bancari per una donazione.

Sabato 28 ottobre 2017 si organizza, da giorni, una cena per la raccolta fondi, chi volesse informazioni puoi chiamare il numero degli Amici di San Michele riportato sulla locandina.

mercoledì 18 ottobre 2017

Il volontariato ha molto a che fare con la fraternità e meno con la solidarietà: perché è un rapporto, un abbraccio, un incontro e non semplicemente una donazione

Anche quest'anno abbiamo lavorato insieme al Giardino della Memoria: tante persone che per un giorno hanno fatto lavoro volontario.
Il giardino della Memoria di Lucoli (foto R. Soldati)

Bellissima giornata che ci ha riportati a vivere  sentimenti semplici, che stanno alla base della nostra civiltà e del vivere civile.
Abbiamo esercitato una VIRTU' (che parola questa.... che non si usa più)  che non sembra una virtù, ma un’altra dimensione della vita, ed è il tema della bellezza. Che cosa vogliamo dire? 
Tutti quanti abbiamo messo in essere anche una dimensione estetica, abbiamo attribuito un valore intrinseco alle cose: alla staccionata da riparare, alle panchine da costruire con i sassi delle macerie (le case crollate ridotte in sassi dividono... le panchine riuniscono gli uomini, li rimettono vicini), alle piante da accudire, ai bulbi da piantare per la primavera.
Pietre di case crollate e una nuova panchina (ideata dai ragazzi di Viviamo l'Aquila)
Un volontario che capisce la dignità delle cose, è attento alla bellezza. 
Recinzione danneggiata dai cinghiali da riparare

La bellezza è oggi una virtù sociale: si vive male in città brutte, si muore malissimo e prima in ospedali brutti. Il tema della bellezza non è una faccenda privata, consumistica o romantica, perché scuole brutte, ospedali brutti, città brutte, rendono la vita brutta e poco civile. Non si può essere specialisti del buono e non anche del bello e del vero, perché altrimenti non funziona nessuno dei tre. Al Giardino della Memoria, sabato scorso, ci siamo occupati soprattutto della bellezza. 
Poi ovviamente dobbiamo anche descrivere il nostro senso della fraternità. 
Quando gli illuministi nel Settecento hanno iniziato ad enunciare i principi di libertà, uguaglianza e fraternità, perché fu introdotta la fraternità? Perché per costruire il mondo nuovo non bastano le persone uguali e libere, serve qualcos’altro che le tenga assieme che è la fraternità. 
Una comunità che non trova un legame sociale anche se è fatto di persone libere ed eguali non è popolo, è una sommatoria di individui, quindi non ha passioni e non ha futuro. Ecco perché oggi, all’Italia, mancando la fraternità manca tutto. 
Senza fame di vita non c’è futuro, la fraternità è una categoria della speranza. Se non c’è un legame con le persone non si spera: tu puoi essere libero e uguale, ma se non ti senti parte di una comunità ti intristisci. 
Senza fraternità non c’è felicità. Ci può essere il piacere individuale, ma non c’è questa gioia di vivere che è sempre legata alle comunità, a sentirsi parte di un corpo. E noi di "fratelli" ne abbiamo trovati di nuovi: gli alpini del Gruppo Salvatore Tosoni di Coppito che ci sono venuti ad aiutare.

E dobbiamo anche scrivere del lavoro gratuito realizzato su un'area che non ci appartiene e che valorizziamo con lavoro ed investimenti.
Anche la gratuità porta dentro ambivalenze, fragilità e spesso non piace, perché suona come qualcosa di falso o di impossibile (soprattutto a Lucoli, lo sappiamo.....nessuno crede alla gratuità delle cose perché.... sotto sotto ci sarà pur un guadagno se si fanno).  
La gratuità non va confusa con il dono, e il dono non va confuso con il regalo. È una dimensione dell’esistenza, non è una donazione a prezzo zero di cose o di tempo. Il volontario non vive la gratuità in quando non è pagato, ma la vive in quanto è espressione di relazione autentica con l’altro. Poi il fatto che non sia pagato non è sostanziale: io posso vivere la gratuità in modo totalmente compatibile con il pagamento. Cioè la gratuità è doverosa e come si vive? Dando la vita nelle proprie ore di lavoro che siano donate come esistenza.  O è gratuità o la vita si spegne. È la dimensione dell’esistere, dell’eccellenza che va oltre il dovuto. Nel volontariato la gratuità non deve coincidere col prezzo zero, ma, come direbbero i francescani, con il prezzo infinito. E quindi il grazie, la riconoscenza dell’altro non è una controprestazione in denaro, ma è un valore molto più grande. Il volontariato è gratuità in quanto è espressione di tutta la vita, di tutto il lavoro. 
Chi fa volontariato lavora gratis? 
No, se si da la vita, ha un valore immenso quello che si fa.  Il volontariato è molto di più del prezzo zero, altrimenti rischiamo di ridurne il valore. 
Occorrono altri linguaggi, più sofisticati del denaro per spiegare queste cose. 
Noi siamo contenti di ritrovarci a parlare di queste cose con uomini e donne con le stesse motivazioni.
Il mordente da dare alla staccionata ed ai pali della recinzione
Foto di gruppo per chi ha voluto farsi ritrarre
Ringraziamo tutti gli intervenuti è stato fatto un buon lavoro, purtroppo non terminato, sarà un'occasione per stare di nuovo insieme.

martedì 10 ottobre 2017

MANUTENZIONE ANNUALE DEL GIARDINO DELLA MEMORIA DEL SISMA DI LUCOLI -14 OTTOBRE 2017.



"Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, gente che sa fare il pane, che ama gli alberi e riconosce il vento" - Franco Arminio.

I soci di NoiXLucoli hanno sempre creduto in un nuovo "umanesimo" tra le persone, dal momento in cui si sono associati dopo il terremoto del 2009. 
Abbiamo creduto che potevamo cominciare da Lucoli.  Con il Giardino della Memoria, dedicato a chi non c'è più, abbiamo voluto tornare un poco all’arcaico superando la cultura del denaro (abbiamo sempre e solo donato), la cultura dell'interesse egoistico e del sospetto (se lo fanno si vede che ci guadagnano) la cultura della criticismo a sé stante, la cultura in sé per come è diventata. 

Siamo andati avanti per sette anni con l'aiuto di poche persone ma non ci siamo mai arresi. Le difficoltà? Moltissime e anche tanta la sofferenza che nasce in chi ci crede e riceve ritorni frustranti o chiusure. 
Ma continuiamo ad essere convinti che la ricostruzione, dopo un terremoto, dovrebbe essere materiale, geografica, paesaggistica, ecologica, anche umana, ideale. Occorrerebbe "costruire" con azioni quotidiane, con pazienza, secondo un disegno lungimirante capace di dare di nuovo vita al territorio è per questo che collaboriamo con tutti secondo le nostre possibilità. 
La ricostruzione delle comunità, a partire dalle comunità che debbono unirsi e ritrovarsi.
Con noi c'è una piccola comunità di persone sempre presenti.
Quest'anno ci aiuteranno, tra gli altri, gli alpini della Sezione di Coppito dedicata a Salvatore Tosone che hanno adottato uno degli alberi del Giardino della Memoria.

I lavori saranno svariati vanno dalla riparazione della recinzione (abilmente divelta dai cinghiali),  dalla cura dei pali con il mordente, alla cura delle piante e non solo.....
I materiali saranno messi a disposizione da NoiXLucoli Onlus. Chi vorrà aggiungersi a noi porti i guanti da lavoro e qualcosa da mangiare per condividerlo insieme al momento del pranzo che faremo insieme.

Ringraziamo tutti in anticipo.
Il lavoro svolto lo scorso anno

giovedì 5 ottobre 2017

LA LEGGE SALVA BORGHI


Il Parlamento Italiano,  giovedì 28 settembre ha dato il tanto atteso ok al disegno di legge che sostiene e valorizza i Piccoli Comuni del Belpaese. Con 205 sì e 2 astensioni, il Senato dà così il via libera definitivo al provvedimento ribattezzato "Legge Salva Borghi" che per il 2017 stanzia qualcosa come 10 milioni di euro – e 15 milioni per ciascuno degli anni a venire, dal 2018 al 2023 – per una serie di interventi che "portano in Europa, anche l'Italia minore".
Un fondo da 100 milioni di euro fino al 2023, misure per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento anche per la loro conversione in alberghi diffusi; interventi di manutenzione del territorio con priorità per la tutela dell’ambiente e la prevenzione del rischio idrogeologico; messa in sicurezza di strade e scuole e interventi di efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico; acquisizione e riqualificazione di terreni e edifici in abbandono; possibilità di acquisire case cantoniere da rendere disponibili per attività di protezione civile, volontariato, promozione dei prodotti tipici locali e turismo; realizzazione di itinerari turistico-culturali ed enogastronomici e di mobilità dolce; possibilità di acquisire di binari dismessi e non recuperabili all’esercizio ferroviario, da utilizzare come piste ciclabili. 
Quindi tra i punti di forza del provvedimento c'è anche quello del recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento anche per la loro conversione in alberghi diffusi, con un connubio di tecnologia e green economy. E poi sono previsti interventi di manutenzione del territorio con priorità per la tutela dell'ambiente e la prevenzione del rischio idrogeologico. 
Sono 5.585 i piccoli Comuni in Italia, amministrano più della metà del territorio nazionale e in essi vivono oltre 10 milioni di italiani. 
Ora hanno finalmente una legge che favorisce il loro rilancio, gli amministratori locali dovranno ben utilizzarla. Un provvedimento, arrivato quando ormai sembrava che la legge fosse finita su un binario morto, sul quale però il Parlamento si è mosso in modo corale, a cominciare dal via libera all’unanimità. 
Dopo vari tentativi in quattro legislature diverse, i Comuni con meno di 5mila abitanti hanno dunque un pacchetto di norme concrete che dovrebbe sostenerne la ripresa. 
Questa è una legge che deve essere accolta dall’Abruzzo nel migliore dei modi, dato che solo nella nostra Regione si contano 249 “piccoli comuni” (centri che contano meno di 5000 abitanti), a fronte di 305 comuni totali; più dell’80% quindi, in cui vive il 25% della popolazione abruzzese. 
FONDO DA 100 MILIONI – L’istituzione di un Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni per il finanziamento di investimenti per l’ambiente e i beni culturali; la mitigazione del rischio idrogeologico; la salvaguardia e la riqualificazione urbana dei centri storici; la messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici; lo sviluppo economico e sociale; l’insediamento di nuove attività produttive. Il Fondo viene istituito con una dotazione di 10 milioni di euro per il 2017 e di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023. 
Alcuni possibili utilizzi:
CASE CANTONIERE – I fondi potranno essere utilizzati anche dai Comuni per l’acquisizione delle case cantoniere e delle stazioni ferroviarie disabitate per realizzare circuiti turistici e promuovere la vendita di prodotti locali. 
CENTRI STORICI – Recupero e riqualificazione dei centri storici, mediante interventi integrati che prevedano il risanamento, la conservazione e il recupero del patrimonio edilizio, promuovendo la creazione di alberghi diffusi in una logica di efficientamento energetico e di antisismica secondo la metodologia delle “Green Communities”. 
BANDA LARGA – La semplificazione e l’accesso a norme che consentono la diffusione della banda ultra larga nelle aree cosiddette a fallimento di mercato; 
POSTE – la possibilità di realizzare, anche in forma associata e d’intesa con la regione, iniziative per sviluppare l’offerta complessiva dei servizi postali congiuntamente ad altri servizi in specifici ambiti territoriali, attraverso la rete capillare degli uffici postali. 
AGRICOLTURA – Sono previste una serie di norme per facilitare e promuovere la vendita diretta dei prodotti agroalimentari provenienti da filiera corta a chilometro utile, cioè quelli per i quali le aree di produzione e trasformazione sono poste a una distanza non superiore a 50 chilometri di raggio dal luogo di vendita e in assenza di intermediari commerciali. 
TRASPORTI – agevolazioni nella rete dei trasporti delle aree rurali e montane. Per questi territori la proposta di legge predispone un piano per i trasporti con particolare riguardo al miglioramento delle reti infrastrutturali, nonché al coordinamento tra i servizi, pubblici e privati, finalizzati al collegamento tra i comuni delle aree rurali e montane, e con i comuni capoluogo di provincia e regione e un Piano per l’istruzione destinato alle aree rurali e montane, con particolare riguardo al collegamento dei plessi scolastici ubicati nelle aree rurali e montane, all’informatizzazione e alla progressiva digitalizzazione.
Fatta la Legge.....ora occorre renderla fruibile...... come suggerisce Roberto Pella, vice presidente vicario dell’Anci, "se davvero vogliamo rendere concreto il principio che sancisce la specificità dei piccoli centri dobbiamo ora proseguire senza tentennamenti sul percorso intrapreso, a partire da due ineludibili misure: l'aumento del fondo di 100 milioni messo a disposizione dalla legge e l'avvio di una concreta riforma per la semplificazione amministrativa rivolta ai Comuni di minori dimensioni, che troppo spesso si ritrovano a dover adempiere alle stesse innumerevoli scadenze delle grandi città, potendo però contare su un numero di dipendenti marcatamente inferiore". Ancora più strategica, soprattutto per Lucoli, questa ulteriore considerazione: "...sarà importante lavorare perché anche nell'agenda dei programmi elettorali delle prossime elezioni politiche trovi spazio questo tema, alla luce dei confortanti dati positivi sulla crescita e sull'andamento dell'economia nazionale che dovranno consentire un fattore moltiplicativo rispetto agli attuali stanziamenti. L'obiettivo primario è rendere i piccoli Comuni luoghi attrattivi per i cittadini, con un'alta qualità di vita garantita da servizi sicuri e quasi ‘personalizzati’, luoghi il cui sviluppo darà forza all'economia locale e valorizzerà i beni artistici, il patrimonio storico-culturale e naturalistico che li caratterizzano come unici”.
Siamo convinti che tutta questa legislazione non possa prescindere dal rilancio del concetto di comunità, riabbracciando la qualità della vita delle piccole comunità, riattualizzando il concetto di solidarietà tra le persone per tenere insieme aree interne e grandi città.  Le piccole realtà potrebbero essere una grande risorsa ma occorre coesione, lungimiranza e qualità di amministrazione locale.