martedì 1 dicembre 2015

L'AQUILA: FURTI, VENTI SINDACI A LAVORO PER PIANI DI VIDEOSORVEGLIANZA. COME CI SI PUO' ATTIVARE PER L'AREA OMOGENEA 9?


L'AQUILA - Sono a lavoro nello studio dei propri territori, i sindaci dei Comuni aquilani, per stilare un piano condiviso di videosorveglianza a tutela dei centri abitati e delle zone rosse, chiusa dal sei aprile 2009. 
All'Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del Cratere ci sono 3,6 milioni di euro a disposizione in quota parte per i piani di videosorveglianza degli oltre 20 comuni delle valli vestina e subequana e di quelli ricompresi nell’area omogenea 8 che si estende fino a Barisciano. 
I primi cittadini presenteranno un piano di videosorveglianza omogeneo all’Usrc, in vista dell’installazione di telecamere. 
La misura è scaturita dopo l'incontro con il prefetto del capoluogo Francesco Alecci, in occasione del tavolo per l'ordine e la sicurezza pubblica in cui i sindaci hanno chiesto maggiore sicurezza per i propri territori, colpiti da una raffica di furti negli ultimi mesi. 


Dal tavolo tecnico è venuta fuori la necessità di un piano unico di videosorveglianza che possa essere di ausilio al lavoro delle forze dell'ordine.  

"Ho promosso questa iniziativa quando ormai mi sono reso conto che l’emergenza sicurezza non era più arginabile - spiega il sindaco di Fagnano Alto, Francesco D’Amore - I controlli delle forze dell’ordine si sono intensificati nei nostri territori, ma purtroppo queste misure non sono sufficienti in paesi  in cui la densità di popolazione è scesa e il cittadino non è più presente come prima forma di controllo".
"Abbiamo capito che un piano condiviso, rispetto a tanti singoli, avrebbe fatto la differenza  e sarebbe stato più efficace, perché avrebbe messo a sistema tutti i paesi, garantendo una sorveglianza più estesa e nel contempo capillare - aggiunge - un piano integrato che sarebbe di grande aiuto alle forze dell’ordine nella segnalazioni di anomalie e persone sospette". 
Un’emergenza criminalità ormai fuori controllo da mesi che sta innalzando il livello di paura tra i cittadini, soprattutto per la serie ripetuta di furti notturni in case abitate. 
"Bisogna rafforzare i controlli e usare le telecamere anche come deterrente per i criminali - afferma il sindaco di Sant’Eusanio Forconese, Giovanni Berardinangelo - non solo come strumento di aiuto per le forze dell’ordine.  La fase attuativa del progetto è in via di definizione. Gli incontri tra i sindaci sono costanti e si andrà avanti cercando una via comune". 
Torna a ribadire l’importanza di un agire comune anche il sindaco di San Demetrio Né Vestini, Silvano Cappelli che rimarca la necessità di creare dei sistemi "che possano dialogare tra di loro per un’efficienza maggiore. È importante che parlino lo stesso linguaggio informatico e che abbiano lo stesso sistema di rilevazione per agevolare il compito alle forze dell’ordine". 
Anche il Comune di Poggio Picenze è stato colpito da una serie di furti, non solo ai danni di case abitate, ma anche delle abitazioni abbandonate della zona rossa.


Le inferriate non bastano infatti e non costituiscono un ostacolo per i ladri che anzi, più volte hanno svaligiato case già violate dal terremoto.  
"Abbiamo pensato di sistemare telecamere nei tre ingressi  principali del paese e negli accessi alla zona rossa - afferma il sindaco, Antonello Gialloreto - Stiamo lavorando a una soluzione che possa arginare una questione che diventa sempre più ingestibile".  

CI CHIADIAMO SE NON POSSA ESSERE POSSIBILE APRIRE DELLE POSSIBILITA' DI FINANZIAMENTO ANCHE PER L'AREA OMOGENEA N° 9 E QUINDI PER IL COMUNE DI LUCOLI.

Nessun commento:

Posta un commento