lunedì 6 aprile 2015

DAL 2010 ESISTE UN LUOGO DELLA MEMORIA A LUCOLI PER LE VITTIME DEL SISMA DEL 2009

I nomi delle 309 vittime del sisma d'Abruzzo del 2009
Il Giardino Botanico della Memoria del sisma del 2009 è un luogo di spiritualità e di grande bellezza, incastonato tra le montagne, dedicato a chi perse la vita il 6 aprile. 
Il Comune di Lucoli ebbe solo una vittima, ma grazie a questa iniziativa, permessa dal Parroco dell'Abbazia di San Giovanni Battista ed ideata e realizzata dall'Associazione NoiXLucoli Onlus in collaborazione con l'Associazione ecologista israeliana Keren Kayemeth LeIsrael, oggi è possibile "coltivare" la memoria delle trecentonove vittime del terremoto che sono simbolicamente ricordate con 64 alberi da frutto. 
Il progetto e la sua estensione
Gli alberi del Giardino della Memoria del Sisma

I disegni dei bambini della Scuola locale che illustrarono la speranza all'indomani del 6 aprile 2009

Il Giardino della Memoria è un luogo che riconcilia il visitatore con la natura e dona pace agli animi, ove la morte è celebrata dalla  natura e dalla vegetazione che muta ad ogni stagione.

La coltivazione degli "antichi pomi" (ricercati tra le vecchie specie d'Abruzzo in via di estinzione) impegna i volontari per dodici mesi l'anno, per noi questo lavoro è come una fiamma che non deve spegnersi: è il nostro atto d'amore silenzioso e costituisce la finalità principale della nostra Associazione.
Invitiamo tutti a visitare questo luogo dove la natura crea questo "monumento verde", che per noi è il più bello e più grande di tutti, che ci stupisce ogni primavera con i colori dei fiori, in estate con i frutti delle specie antiche, in autunno con gli ultimi frutti ed i colori accesi delle foglie e d'inverno con la sua mestizia grigia ma sempre viva.
NoiXLucoli Onlus dedica la fatica delle sue braccia alla memoria di coloro che sono cessati in un sospiro.
I fiori del melo cotogno

2 commenti:

  1. Tutti siamo tutto. Bello ed "ecologico" il pensiero di Thich Nhat Hanh (La pace è ogni passo):

    Ho chiesto alla foglia se aveva paura dell'autunno, di veder cadere le sue compagne. E la risposta è stata: “No. Per tutta la primavera e l'estate ho vissuto pienamente. Ho fatto del mio meglio per nutrire l'albero, e adesso una gran parte di me è lì. Questa forma non mi racchiude interamente. Io sono anche l'albero, e una volta tornata alla terra continuerò a nutrirlo. Perciò non mi preoccupo. Quando lascerò questo ramo, volteggiando nell'aria lo saluterò e gli dirò: Arrivederci a presto”.
    ciaooooooo Beti Piotto

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  2. Bellissima sintesi del nostro "sentire".
    Grazie.

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