venerdì 27 giugno 2014

I PARCHI E IL FUTURO....... CHE C'E' O NON C'E'? SE NE E' TRATTATO DURANTE IL CONVEGNO DI FONTECCHIO



Anche NoiXLucoli Onlus ha partecipato al convegno di Fontecchio come uditrice oltre che come federata Pro Natura.
Molti gli interventi interessanti però, nello sfondo, è palpabile lo scollamento tra la vita di tutti i giorni messa in atto per salvaguardare l'ambiente naturale dei parchi e la mancata sinergia con le forze politiche.
Abbiamo ripreso le parole di Carlo Alberto Pinelli rilasciate nel corso di una intervista ad Abruzzoweb per commentare anche il nostro pensiero. 
"La classe politica - spiega l'ambientalista - è oggi incapace di comprendere e mettere a frutto le enormi potenzialità delle aree protette italiane nel processo di rinnovamento culturale, sociale e economico dell’Italia. Solo quando tale centralità verrà condivisa, accettata e totalmente metabolizzata sarà possibile superare, con iniziative di alto profilo, l’attuale visione dei parchi e delle riserve come puri catalizzatori di vincoli". Io parto da un presupposto: i parchi nazionali rientrano nella categoria dei beni Comuni e come tali la loro gestione non deve sottostare a logiche mercantilistiche. La loro funzione è quella di salvaguardare biodiversità e paesaggio. Tra il cittadino e la fruizione virtuosa delle aree protette è illegale pensare di frapporre il filtro sterilizzante del denaro...."
"Occorre cambiare passo. Tante aree protette non hanno il personale in numero adeguato per affrontare situazioni burocratiche al di sopra delle loro capacità amministrative, manca la capacità di accedere ai finanziamenti europei, di diventare promotori di buone pratiche di azioni di formazione utili a creare economia nel territorio"....
"Una grande responsabilità ce l’ha la classe politica. I quadri dirigenti dei Parchi mancano spesso di professionalità, in troppi sono 'trombati' della politica e riciclati, nominati senza adeguato curriculum. La politica 'fagocita' i parchi e poi li vede come un fastidio.
Qui a Fontecchio abbiamo elaborato precise richieste: una proposta di riforma della legge quadro sulle aree protette attualmente in discussione al Senato, riforma che è molto lontana da ciò di cui la nazione ha oggi bisogno; poi, assicurare nella prossima Legge di Stabilità le risorse finanziarie e professionali necessarie per una efficace gestione delle nostre aree protette. E ancora, vincolare i finanziamenti per le aree protette alle azioni da svolgere per la conservazione della biodiversità e la tutela rigorosa del paesaggio, sanare la situazione ormai insostenibile che vede ben 20 parchi nazionali sui 23 esistenti senza Consiglio direttivo, convocare la terza conferenza nazionale sulle aree protette e poi adottare, attraverso un processo partecipato aperto a tutti i soggetti interessati alla tutela della biodiversità e del paesaggio, una 'carta' delle aree naturali protette che rilanci la missione dei Parchi quale snodo 'alto' di un globale progetto di gestione delle risorse naturali e culturali".

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