mercoledì 11 dicembre 2013

11 DICEMBRE 2013 E LA FESTA DELLA MONTAGNA - NOIXLUCOLI OLUS LA DEDICA A CAMPO FELICE ED AI SUOI MONTI

Le nostre montagne sullo sfondo dell'altopiano di Campo Felice - foto E. Mariani
Campo Felice panoramica - Credits Wikipedia
La Festa della Montagna fu designata nel 2003 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite: la Giornata internazionale della montagna è frutto del successo dell’Anno internazionale della montagna dell’Onu del 2002, che aumentò la consapevolezza globale sull’importanza delle montagne, stimolò la costituzione di comitati nazionali in 78 Paesi e rafforzato le alleanze promuovendo la creazione del partenariato internazionale per lo sviluppo sostenibile in regioni di montagna.
In Italia la Festa della Montagna è probabilmente in declino, come ricorda il Presidente del Cai, "una volta si festeggiava al Quirinale». È un ricordo costellato di celebrazioni ufficiali quello di Umberto Martini, della prima giornata internazionale della montagna. Un tuffo indietro, fino all’11 dicembre 2002, quando la manifestazione si celebrava in pompa magna. Con entusiasmo istituzionale suscitato dal successo dell’anno internazionale della montagna targato Onu, avvenuto nello stesso anno. A cui seguirono azioni concrete come, per esempio, assicurare le Dolomiti nel patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Oppure, la creazione di comitati nazionali (78 in tutto il mondo) per la tutela e lo sviluppo sostenibile delle regioni di montagna. Oggi quello dell'11 dicembre è un appuntamento che, pur avendo perso la sua antica risonanza e con meno fondi da destinare alle zone alte, ritorna con un ricco programma di eventi, mostre e manifestazioni allestisti da appassionati, enti e studiosi. 
Noi dedichiamo le nostre parole di appassionati ambientalisti.
Il tutto per promuovere zone che si possono vivere 365 giorni e non solo durante la stagione sciistica. Ma anche, afferma il presidente del Club Alpino, «per cercare di spiegare e salvare un paesaggio che lasciato all’incuria o affrontato con sventatezza può diventare molto pericoloso».

NoiXLucoli Onlus vuole dedicare la giornata odierna alle montagne di Lucoli ed all'altopiano di Campo Felice circondato dalla catena del
Velino-Sirente.
Ai nostri lettori ricordiamo che l'Altopiano è compreso all'interno della dorsale centrale dell'
Appennino abruzzese, è incastonato tra il massiccio montuoso del Monte Velino, di cui rappresenta la porta settentrionale di accesso, il gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno e le Montagne della Duchessa. L'altopiano, di origine carsico-alluvionale, è esteso nelle dimensioni massime per 10 km in lunghezza e 5 km in larghezza ed è situato ad una altitudine media di poco superiore ai 1500 m s.l.m. ha la forma di una conca nella quale digradano le pendici delle montagne circostanti, tutte prossime o superiori ai 2000 m (Monti di Campo Felice); tra esse svettano il Monte Orsello (2043 m), il Monte Puzzillo (2174 m), il Monte Cefalone (2145 m), la cresta di Serralunga, Cisterna, Colle del Nibbio, Punta dell'Azzocchio, Cimata di Pezza, Cimata del Puzzillo ed infine Monte Rotondo (2064 m), sulle cui pendici nord-occidentali è adagiata la stazione sciistica, e dalla cui sommità nelle giornate limpide si possono ammirare le più elevate cime circostanti, dal Gran Sasso al Sirente, dal Velino alla Maiella, il Terminillo e le Montagne della Duchessa. Al di là di tale cresta montuosa si trovano l'altopiano delle Rocche e i piani di Pezza.


LE NOSTRE MONTAGNE SONO GIGANTI FRAGILI 
La montagna, ha un equilibrio fragile. Spesso minato da fenomeni come l’erosione, le frane, le valanghe, i cambiamenti di clima e la sedimentazione. Per non parlare delle opere che realizza l'uomo: sono tutti da verificare gli effetti della costruzione della Galleria di Serralunga a Campo Felice per non parlare delle cementificazione di tante parti dell'altopiano per la costruzione di parcheggi. Pensiamo che per evitare ulteriori disastri occorra investire nella sua manutenzione e sullo sviluppo di una cultura ambientale.
Campo Felice - foto Rossano soldati


"La Montagna – commentano in proposito il Presidente Uncem Enrico Borghi il presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani – è una essenziale risorsa vitale per l’uomo, e in quanto tale necessita di adeguate politiche per essere tutelata, salvaguardata e valorizzata. In Toscana, ad esempio, i territori montani coprono quasi il 60% del territorio, e giorno dopo giorno ci rendiamo sempre più conto di quanto sia importante intervenire per la loro tutela. La montagna non può essere lasciata sola neanche per un breve periodo, non può essere trascurata mai perché oltre che fonte di acqua, aria pura, legname, è anche la base di sicurezza di qualsiasi territorio. Se si programmano regolari interventi sul dissesto idrogeologico in montagna, possono beneficiarne non solo le popolazioni montane, ma anche quelle a valle e le grandi città".
Oggi, con questo post scritto in occasione della giornata mondiale della montagna, vorremmo creare l’occasione per accendere una scintilla e fare un pensiero attorno all’importanza delle montagne per la vita dell’uomo e degli animali e per sollecitare uno sviluppo equilibrato nelle regioni montane.
Campo Felice 1953 - Festa della Montagna - Archivio fotografico IAF Images
Nella foto: Cesare, Manola Roberto, Ida, Emidio, Iva

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