venerdì 1 marzo 2013

IL SEGNO CHE RIMANE. Antonio Cordeschi: Vita d’un uomo nella sua città

Antonio Cordeschi
Sabato 2 marzo, alle ore 16.45, all’Auditorium del Parco del Forte Spagnolo, verrà presentato il volume: 
"Il segno che rimane. Antonio Cordeschi: Vita d’un uomo nella sua città".
Il professore Cordeschi (di latino e greco) era un rigoroso, puntiglioso, maestro di classicità, ma anche un uomo dalla cultura vasta che, negli ultimi anni, si era dedicato anche a studi e ricerche. Cordeschi ha formato generazioni di studenti aquilani e lucolani. Apparteneva a quel ristretto numero di insegnanti che formano, oltre che il sapere, anche la personalità. Con lui il solo modo per andare avanti era quello di studiare. Il latino e il greco, come la matematica e altre discipline, non consentono vuoti o anelli mancanti. Non si saltava nulla, perchè nelle traduzioni si doveva conoscere la lingua per portare a termine sensatamente la versione. E con Cordeschi le versioni erano pane quotidiano. L’allora giovane professore all’apparenza arcigno e scostante (in realtà gentile e preparatissimo) sapeva che il tallone d’Achille, per molti, era la grammatica studiata al ginnasio, spesso senza molta applicazione. E lì insisteva, inserendo nelle interrogazioni anche dettagli di grammatica, i tempi e i modi dei verbi, gli articoli. Un metodo che imbarazzava molti, anche i più bravi, ma in sostanza una lezione di rigore, di umiltà, di concretezza senza condizioni.
Grazie al professor Cordeschi, ancora oggi qualcuno di quegli studenti, è capace di tradurre un brano latino.
Il Professor Antonio Cordeschi era originario di Lucoli e fa parte in un certo senso della sua storia, nel libro qualche accenno c'è, nella parte dedicata ai ricordi del figlio Sandro, in cui si parla anche dei personaggi di cui la memoria ha conservato il nome e qualche frammento di volto. C'è Dario Soldati, c'è "Miciò", ci sono altri che sono scivolati via quasi in silenzio e che hanno incrociato in modi diversi le strade di Antonio.
Perché è vero che lui si dichiarava aquilano, ma Lucoli era il suo posto del cuore, il posto "segreto", del quale si poteva parlare solo tra amici e a bassa voce.
Lucoli, nello sfondo, era presente nelle parole e nei ricordi su Francesco Di Gregorio, nei suoi scritti sulla "Beatae Christinae Vita", oltre che nei tanti articoli sparsi dovunque.
Trasparenze invernali a Lucoli - Campo Felice - foto di Roberto Soldati
Lucoli compariva sempre in trasparenza.

Il libro, nato per iniziativa di amici, studiosi ed ex-studenti, non vuole essere soltanto un omaggio alla figura del Professore Antonio Cordeschi, indimenticato insegnante di Greco e Latino al Liceo Classico per tante generazioni di aquilani e scomparso lo scorso anno, ma propone anche una visione sulla storia e sulla vita civile della città dell’Aquila, a partire negli anni del secondo Dopoguerra. Insieme con tanti compagni di viaggio, e anche con illustri avversari, il Professore si è infatti battuto per lo sviluppo della scuola e della cultura aquilana, come anche per la formazione di una coscienza civile non effimera e attenta alle esigenze di una realtà storicamente illustre e socialmente complessa come quella aquilana.
Nell'incontro del 2 marzo p.v., il professor Walter Cavalieri si occuperà di illustrare il contesto storico in cui le vicende della vita di Antonio Cordeschi si inseriscono; il dottor Walter Capezzali ricorderà, insieme con il professor Angelo Fabrizi dell’Università di Firenze, l’amico e lo studioso.
Tanti altri saranno gli interventi della serata, patrocinata dal Comune dell’Aquila, che sarà aperta agli interventi del pubblico e al dibattito sul valore culturale della Città.

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