giovedì 22 novembre 2012

"Quasi senza accorgermene mi sono fermata spesso a guardare i volti femminili". Monika Bulaj e le donne di Lucoli con il grammofono.

"Quasi senza accorgemene mi sono fermata spesso a guardare i volti femminili. Perché se Dio è sempre uomo, le donne rappresentano la vita".....
Monika Bulaj fotografa ed antropologa.

Abbiamo ripreso queste parole di una fotografa, ma anche antropologa, che con i suoi lavori è riuscita molto bene a raccontare la dimensione sacra e spirituale di tutti i popoli che ha incontrato sul suo cammino. Le sue foto ci presentano delle immagini di corpi in movimento e tesi verso l’altro. Perché, come spiega la Bulaj, “il corpo non mente. Il sacro gli passa attraverso, lo trafigge”. Così che sia di uomo o di donna, ogni volto ci racconta in un istante una storia durata centinaia di anni. E' una fotoreporter straordinaria, una donna curiosa, Monika Bulaj, i cui libri sono emblematici: Rebecca e la pioggia, Gerusalemme perduta, Figli di Noè e Genti di Dio. Le sue foto raccontano delle storie, raccontano appunti di mondi perduti in Medio Oriente e in Europa, storie di popolazioni al margine, di tradizioni millenarie: Monika, polacca di nascita, è considerata la più grande fotografa di oggi sul tema del sacro.
Difficile non riconoscere che lo sguardo femminile sul mondo possa essere completamente differente.
Donne con il grammofono - Lucoli, 1945 - Località Fontenova
Abbiamo introdotto la foto di alcune donne di Lucoli in posa con un grammofono, con i bellissimi pensieri della Bulaj: dietro gli sguardi delle nostre madri e nonne la speranza di una vita futura di mogli, madri ed anche di lavoratrici; per alcune, ad oggi, parliamo di una vita già conclusa. 
Questi i nomi delle donne ritratte che siamo riusciti ad identificare:

1) ...........................................................................................................................
2) LUCIA PUPI - Moglie di Eugenio Soldati detto Baggià (Largo Masciocchi) 
3) NINA AMBROSIA - Moglie di Domenico di Pietro mamma di Battista (Ara Iannini) 
4) RITA FALASCA - Moglie di Domenico Michetti 
5) ..........................................................................................................................
6) CRISTINA GIANFELICE - Sorella di Tullio Gianfelice papà di Giulio 
7) .......................................................................................................................... 
8) PINA PROPERZI - Moglie di Ermenegildo Falasca detto “GIRDIGLIO” 
9) DORA SOLDATI - Sorella di Cesare moglie di Eligio Gasperini (la Madonna) 
10) ANNA AMBROSIA - Moglie di Popò (Ara Iannini) 
11) ........................................................................................................................ 
12) ........................................................................................................................ 
13) EVELINA PIETROGIACOMO 
14) ........................................................................................................................ 
15) EMILIA PUPI - Sorella di Iva (Largo Masciocchi) 
16) RAFFELINA PIETROGIACOMO - Mamma di Tony ed Adelmo (Tiglio) 
17) MANOLA MASCIOCCHI - Moglie di Cesare detto “JU PICCIOTTO” (la Madonna) 
18) ARMIDA MICHETTI - Moglie di Mario (Corso Visconti) 
19) LOLA COLAFIGLI - Sorella di Tito moglie di Domenico Falasca mamma di Giulio e Giovanni 
20) ........................................................................................................................


Quello riportato è un fotogramma che segna la speranza del dopoguerra, che potremmo definire "femminista", che ferma un tempo che forse può apparire concluso, ma non del tutto, cancellato e soprattutto rimescolato in forme inedite nei percorsi delle nuove generazioni di donne del territorio.
Non ci dimentichiamo che nel corso del ‘900 le donne hanno ottenuto la parità giuridica; smontati i pregiudizi con i quali si tentava di giustificarne l’esclusione e sembra che oggi non ci siano più problemi: i principi in sé funzionano, basta ritenerli validi per tutti e per tutte e le cose poi si sistemano. La realtà è senz'altro più complessa perché il modello sociale di promozione maschile fondato sulla divisione del lavoro, la competitività e la gerarchia economica si fonda anche ai giorni nostri sulla cancellazione politica e lo sfruttamento quotidiano di tutta l’economia della riproduzione, a cominciare dal lavoro gratuito erogato prevalentemente dalle donne per la crescita di bambine e bambini, l’assistenza di anziani e la manutenzione del domicilio. 
Si tratta di una “struttura” economica profondamente radicata nella cultura vigente o viceversa di una struttura culturale profondamente radicata nel sistema economico ieri come oggi.
Ma quanta grinta traspare dalla foto del 1945 che abbiamo pubblicato: le sigarette in bocca, i sorrisi, la voglia di vivere e divertirsi ascoltando la musica, i volti delle ragazzine più piccole che volevano trovare anch'esse un posto nel momento immortalato dal fotogramma. Sono, quelle della foto, donne che hanno tenuto insieme tutto: lavoro, studio, bambini, la terra, incontri tra donne, lottando con la povertà, con un corto circuito fecondo tra un privato, in cui si trasformavano rapidamente le relazioni tra uomini e donne e tra genitori e figli, e magari un pubblico, fatto di lavoro in cui cercavamo di affermare insieme al diritto all’autodeterminazione una presenza che cambiasse le forme della vita in un senso che potremmo definire, per brevità, più democratico.
Foto vecchie di una generazione che cede il passo. 
La nostra Associazione sta lavorando ad un progetto volto a ricostruire attraverso i fotogrammi il passato del territorio, parte della sua identità. Potremmo definirlo progetto "memorie storiche" nato grazie all'interesse di alcuni nostri soci che hanno iniziato a raccogliere vecchie fotografie delle famiglie lucolane con l'intento di formare un archivio fotografico digitale. 
Una piccola parte delle prime risultanze è stata presentata al mercatino di Vado Lucoli di agosto, questo progetto, è aperto alla collaborazione di tutti per ricerche e interessi futuri, ma ha già consentito alle famiglie direttamente interessate di poter vivere un primo momento di "tuffo nella memoria". 
L'attività è purtroppo ostacolata dalla precarietà post sisma: i "ricordi" fotografici sono negli scatoloni, bauli, in case inagibili nelle quali non si può andare. 
Non vogliamo però arrenderci e lavoreremo per questa "riscoperta", attraverso la raccolta delle immagini delle proprie radici, le proprie storie, storie di guerra, miseria, emigrazione, ma anche di profondi valori morali e civili, di amicizia e solidarietà. Un percorso per immagini, una raccolta di luoghi, uno spaccato di cultura e memoria: una passeggiata virtuale in uno scenario non solo immaginato, ma che cercheremo di ricostruire in un archivio fotografico digitale che raccoglierà famiglie e momenti importanti della nostra Comunità.
Volto femminile in una foto di M. Bulaj

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