mercoledì 28 marzo 2012

CULTURA ENOGASTRONOMICA ABRUZZESE

Giovedì 29 marzo 2012 ore 18.30 

presso

L'Associazione Abruzzese di Roma
(Piazza Cavour, 3 - Roma)
si svolgerà la conferenza sulla
Cultura Enogastronomica Abruzzese
tenuta dal Prof. Ernesto Di Renzo
Docente di Storia delle Tradizioni Popolari.
Dipartimento di Storia – Università di Roma Tor Vergata

Il Prof. Di Renzo in un'intervista (cliccare)

L’Associazione Abruzzese è una delle più antiche e prestigiose associazioni regionali, nata nel 1886 per opera di Silvio Spaventa allo scopo di promuovere, favorire e sviluppare, oltre alla solidarietà, le relazioni sociali, economiche e morali tra gli abruzzesi a Roma. L’associazione negli anni è stata eletta a Ente Morale, prezioso riconoscimento che ne caratterizza il forte impegno nel volontariato. L’Associazione conta centinaia di soci e simpatizzanti nella Capitale che ne utilizzano l’organizzazione per incontrarsi e condividere la loro passione per la terra d’origine. NoiXLucoli Onlus si è avvicinata all'Ente per sviluppare tra i molti suoi soci residenti a Roma momenti di incontro di conoscenza e di condivisione della cultura dell'Abruzzo.
Durante l'incontro sarà presentato il corso: di cucina abruzzese che sarà curato dalla Dottoressa Maria Paola Di Giorgio. 

Il cibo, e l’intero universo di precetti gastronomico-alimentari che ne regolano preparazione e consumo, costituiscono uno degli argomenti di più generalizzato dominio del nostro vivere quotidiano. Il cibo, costituisce oggi un’affollata e dibattuta arena del sapere erudito e della cultura ufficiale. Per lungo tempo, infatti, e praticamente fino alle soglie della contemporaneità, le dissertazioni sul cibo e sull’alimentazione hanno rappresentato per la comunità scientifica italiana e internazionale un esercizio del tutto privo di qualunque valore conoscitivo “vero”; hanno cioè rappresentato una tipologia del sapere di serie B da consegnarsi all’impegno di penne volenterose, magari colte, tuttavia distinte e distanti dal mondo della ricerca rigorosamente orientata. In altre parole, il discorso sul cibo ha incarnato una dimensione fatua del sapere nella quale, assai spesso, «lo studioso i cui interessi si spingevano in tale direzione si trovava ad affrontare il non facile compito di liberarsi da un certo qual senso di colpa». Un senso di colpa rinviante ad un diffuso e grossolano modo di pensare per il quale era da ritenersi scientificamente privo di significato non solo: tutto ciò che aveva il sapore del quotidiano [o dell’ozioso, o del popolare, o del godereccio], ma anche tutto ciò che era legato alla sfera domestica e quindi, sulla scorta di un’eredità ottocentesca difficile da eliminare, al lavoro femminile, di cui quello in cucina è certamente uno tra i più creativi (Il presente saggio è contenuto in: «Economia della cultura», n. 1, 2010, Il Mulino, Bologna).
Questa recente valorizzazione del cibo come “discorso” da affrontarsi sul piano della conoscibilità e del rigore scientifico, sottraendo la sfera gastronomico-alimentare ad una dimensione strettamente gourmettistica, manualistico-culinaria e domestico-femminile ha di fatto collocato il tema dell’alimentazione nella sua dimensione che più gli compete: quella culturale. E che il cibo, oltre ad essere nutrimento sia anche e soprattutto cultura sono lì a documentarcelo secoli di fonti scritte e interi repertori di testimonianze etnografiche. Da esse è possibile evincere come per l’uomo di ogni epoca storica e contesto geografico gli alimenti non sono mai stati semplice materia prima atta a soddisfare la necessità fisiologica della sopravvivenza, bensì prodotti fortemente investiti di significato sociale, religioso, comunicativo, identitario e, non ultimo gustativo-sensoriale.
Questi ed altri argomenti saranno trattati dal Prof. Di Renzo e dalla Dottoressa Di Giorgio, invitiamo i nostri soci a partecipare in molti.
Per ogni informazione:  http://www.associazioneabruzzese.it/ Tel. Tel. 06.68804734 - Fax 06.68218853.

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