E' qualche anno che nel piccolo giardino di Casavecchia viene realizzato da adulti e bambini un bel presepe, attività corale comunitaria di rara manifestazione a Lucoli: protagonisti gli "Amici del presepe di Casavecchia".
Il presepe allieta gli abitanti della Frazione ma anche tutti i passanti che trovano nel locale di Macondo un riferimento di ristoro nel paese e costituisce una manifestazione religiosa ed artistica originale.
La tradizione del presepe: il presepio come lo vediamo rappresentare ancor oggi nasce secondo la tradizione
dal desiderio di San Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la
nascita di Betlemme coinvolgendo il popolo nella rievocazione che ebbe luogo a
Greccio la notte di Natale del 1223, episodio rappresentato poi magistralmente
da Giotto nell'affresco della Basilica Superiore di Assisi. Primo esempio di
presepe inanimato è invece quello che Arnolfo di Carnbio scolpirà nel legno nel
1280 e del quale oggi si conservano le statue residue nella cripta della
Cappella Sistina di S. Maria Maggiore in Roma. Da allora e fino alla metà del 1400 gli
artisti producono statue di legno o terracotta che sistemano davanti a una
pittura riproducente un paesaggio come sfondo alla scena della Natività, il
tutto collocato all'interno delle chiese. Culla di tale attività artistica fu la
Toscana ma ben presto il presepe si diffuse nel regno di Napoli ad opera di
Carlo III di Borbone e nel resto degli Stati italiani.
Sono belle le parole del Papa Benedetto XVI sul presepe: "Costruire il Presepe in casa può rivelarsi un modo semplice, ma efficace
di presentare la fede per trasmetterla ai propri figli. Il Presepe ci aiuta a
contemplare il mistero dell’amore di Dio che si è rivelato nella povertà e nella
semplicità della grotta di Betlemme. San Francesco d’Assisi fu così preso dal
mistero dell’Incarnazione che volle riproporlo a Greccio nel Presepe vivente,
divenendo il tal modo iniziatore di una lunga tradizione popolare che ancor oggi
conserva il suo valore per l’evangelizzazione. Il Presepe può infatti aiutarci a
capire il segreto del vero Natale, perché parla dell’umiltà e della bontà
misericordiosa di Cristo, il quale "da ricco che era, si è fatto povero" (2
Cor 8,9) per noi. La sua povertà arricchisce chi la abbraccia e il Natale
reca gioia e pace a coloro che, come i pastori a Betlemme, accolgono le parole
dell’angelo: "Questo per voi il segno: un bambino avvolto in fasce, che giace in
una mangiatoia" (Lc 2,12). Questo rimane il segno, anche per noi, uomini
e donne del Duemila. Non c’è altro Natale".
Con queste bellissime parole ringraziamo gli "Amici del presepe di Casavecchia" per ciò che hanno fatto anche per noi, riscaldandoci il cuore ricordandoci il senso della pace tra gli uomini.

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