venerdì 20 agosto 2010

In onore della Beata Cristina





Il 16 agosto è stata la festa della Beata Cristina al secolo Mattia Ciccarelli, nata nel 1480 a Colle di Lucoli, e come da tradizione immemore si è svolta per le vie della Frazione di Colle la processione.
Ad un anno dal terremoto del 6 aprile 2009 le case di Colle di Lucoli sono ancora imprigionate dalle impalcature di sostegno poste dai Vigili del Fuoco, che hanno perso il colore del legno fresco diventando dello stesso tono degli intonaci feriti e della pietra ingrigita dal tempo.
Che dolore passare per le vie del Colle abbandonate dagli abitanti (dove sfrecciano solo le macchine di incauti autisti, come ladri in fuga, forti della consapevolezza di essere i soli a correre per le vie deserte), pensando di assistere all’agonia delle proprie case, dove si è cresciuti e dov’è custodita la memoria di tante famiglie. In certi momenti a Colle ci si può sentire come fantasmi per le vie inanimate e solo il grido degli uccelli ti ricorda che sei vivo in un paese morto.
E la Beata Cristina anche quest’anno è tornata a percorrere la Via del Corso Visconti, l’ha percorsa a spalla dei portatori, con lo sguardo vitreo di una statua lignea, lo stesso sguardo di tanti presenti: inespressivo e triste.
Poco siamo riusciti a fare noi uomini e donne appassionati, che abbiamo voluto raggrupparci in associazione e cerchiamo di adoperarci su iniziative utili a non far morire questi luoghi, come la Frazione di Colle, di fronte ai problemi della ricostruzione, dei finanziamenti (che ci sono o non ci sono) degli aggregati da rifare, dei piani per la ricostruzione dei centri storici (che non ci sono……). Abbiamo segnalato, scritto, sensibilizzato, ma abbiamo constatato che il “ben fare” del senso civico, contrasta con il “troppo grande” di tante motivazioni istituzionali e soggettive che finiscono per ostacolare la buona volontà dei “padri di famiglia” nel combattere la distruzione del terremoto e cercare di tornare alla vita di prima nelle vecchie case di paese.
Nonostante ciò, abbiamo voluto fare un piccolissimo regalo alla Frazione di Colle, proprio nel giorno in cui si è popolata di più, quello del 16 agosto, perché volevamo abbellirla come si può fare con una sposa di guerra, circondata da macerie e dalla desolazione dell’abbandono, le abbiamo donato i colori e la bellezza di un piccolo quadro ceramico intitolato la “Pietà” che rappresenta un affresco dell’Abbazia di San Giovanni Battista. La pietà di una madre di fronte al figlio morto in croce, che potrebbe essere paragonata a quella degli abitanti di Colle di fronte ad uno dei più bei borghi di Lucoli che potrebbe morire se gli uomini non ritroveranno insieme la buona volontà e la motivazione per superare gli ostacoli e ricostruire.
La nostra Associazione vorrebbe lavorare insieme all’Amministrazione Comunale di Lucoli per sostenere la Frazione di Colle, la più danneggiata tra tutte dal sisma del 6 aprile, avvicinandola ad ogni forma artistica, trasformando le sue vie in espressione d’arte, mantenendo così l’attenzione accesa sulla sua esistenza e quindi sulla possibile ricostruzione.
Vorremmo proporre iniziative come quelle già sviluppate a Tornareccio (http://www.regione.abruzzo.it/portale/index.asp?modello=eventoSing&servizio=le&stileDiv=sequence&template=default&tom=632&msv=evento) che portino l’Arte a Colle di Lucoli, tra le sue vie, che richiamino i visitatori a passeggiare di nuovo per queste strade contemplando qualcosa che sappia di bello, che susciti emozioni ed amore per questo borgo che non dovrà morire.
Il pannello con la “Pietà” posto sul muro della Chiesola del Colle è la prima piccola opera.

Nessun commento:

Posta un commento